Giusy Ferreri: «”Cortometraggi” nasce dalla mia idea di versatilità»

Giusy Ferreri ospite in "Good Morning Kiss Kiss" con Max Giannini e Max Vitale presenta il suo album "Cortometraggi".

Questa mattina Giusy Ferreri è stata ospite nel programma “Good Morning Kiss Kiss” con Max Giannini e Max Vitale.

Ci parli del tuo nuovo album “Cortometraggi“?
«L’album è nato dalla mia idea di versatilità, perché mi piace tantissimo giocare con la voce e spaziare tra i vari generi musicali, dal pop alle sonorità rock. “Cortometraggi” mi piaceva come titolo, perché si adattava bene al mio immaginario, come quando nei film un interprete si adatta a diversi ruoli. Volevo trasmettere questa idea di versatilità e di raccontare storie attraverso al musica.»

Ci sono storie di vita quotidiana che ti hanno ispirato per “Cortometraggi”?
«Assolutamente sì. In particolar modo “Ricordo”, che è un brano che ho scritto io. Tantissimi altri brani, poi, sono nati da collaborazioni con eccellenti cantautori, a seguito di confronti e frequentazioni. Sono stati presi come spunto anche momenti della quotidianità. In “Cuore sparso”, per esempio, si parla di quotidianità. Inoltre, teniamo sempre un occhio a quello che accade nel mondo. Soprattutto in questo periodo, dopo la pandemia e ora anche con la guerra. C’è un enorme dispiacere.»

Qual è il film che ti sarebbe piaciuto interpretare?
«C’è un film che mi ha affascinato particolarmente: “Il cielo sopra Berlino”. Posso dire che quando l’ho visto per la prima volta sono rimasta molto attratta anche dalla trapezista, ed è anche per quello che ho deciso di imparare a fare questa attività, con tessuti aerei e triangoli e cerchi aerei.»

Come mai la canzone “Federico Fellini”?
«Federico Fellini è sicuramente tra i registi che amo in particolar modo. Si tratta di trovare atmosfere circensi anche nei film di Fellini; e anche nei film di Tim Burton, altro regista che amo tanto. “Federico Fellini” è nata con Diego Mancino, che stimo tantissimo. Insieme abbiamo notato di avere gli stessi libri, tra cui uno di Fellini, e abbiamo voluto omaggiare questo grandissimo e importante regista.»

La canzone “Gli Oasis di una volta” l’hai fatta per malinconia?
«Beh, sì. Io sono molto legata alla musica che arriva dagli anni ’90, e a quel periodo in cui arrivava il grunge da Seattle e dall’Inghilterra, da band come Oasis, Blur, Radiohead. Forse anche perché in quegli anni ero alle prime esperienze con delle cover band. In quegli anni c’era una musica bellissima anche con voci femminili, come gli Skunk Anansie, Cranberries. Secondo me è stato un periodo musicale veramente pazzesco. Il riferimento agli Oasis di una volta non è stato un riferimento musicale, ma più a come hanno vissuto il loro rapporto tra fratelli, un po’ incostante nonostante fosse un legame di sangue.»

In quale band avresti cantato?
«Una? Sono tutte fortissime. Beh, con le mie cover band le facevo un po’ tutte, dai Pearl Jam agli Skunk Anansie, dagli Scorpions agli AC/DC. Poi i Queen che amo alla follia. Freddie Mercury è stato forse l’artista che più mi ha fatto avvicinare alla musica e mi ha fatto decidere di volere una band.»

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