Giorgia: “Blu avrà una seconda parte. Rocco Papaleo mi ha allenato alla recitazione tutti i giorni per tre mesi”

Giorgia è stata ospite negli studi di Radio Kiss Kiss con Pippo e Adriana. Rivivi qui le sue parole e non perderti il momento dance!
Rivivi l’intervista di Giorgia nel Pippo Pelo Show!

Signore e signori la super ospite di oggi: Giorgia!

«Grazie! Che gioia!»

Sei addirittura arrivata in anticipo.

«Certo perché era così tanta la voglia di stare con voi. Come sapete, vi ascolto in macchina mentre torno a casa dopo aver lasciato mio figlio a scuola. E oggi sono qui con voi, è emozionantissimo!»

Oggi stiamo parlando di paghetta, a te quanto davano?

«Io sono figlia di un uomo che si è sempre fatto un gran mazzo. E quando gli chiedevo “babbo, mi lasci 10.000 lire?” lui mi diceva “sì, certo”. Poi tu le trovavi le 10.000 lire? Io no. Perciò a 16 già lavoravo, facevo piccole cose con la musica, turni in radio, jingle. Poi, mi pagavano tutto, la scuola, lo sport, ma a un certo punto vuoi la tua indipendenza. Comunque la paghetta non me la davano.»

Ci permettiamo anche di salutare tua madre, Elsa, un abbraccio grande!

«Sì con lei ridevamo di questa cosa delle 10.000 lire.»

La paghetta a Samuel [il figlio, ndr] tu la dai?

«No. Non la vuole. Non ne abbiamo proprio parlato. Quando lui fa una gita glielo chiedo.»

O quando esce…

«Ma quando esce lui? Allora, d’estate, quando siamo in vacanza in Salento, la realtà è più piccola, sì. A Roma ancora no. Ma quando gli dico “prendi 20” lui mi dice “no, dammi 10.” Allora, col padre abbiamo dedotto che lui è l’unico in famiglia col senso degli affari. Ma cambierà, vedrai!»

Noi immaginavamo che il figlio di una star prendesse 500 euro a settimana.

«No, questo lo trovo sbagliatissimo. Da un punto di vista pedagogico è assolutamente diseducativo. Bisogna imparare a essere responsabile.»

In molti pensano che si debba meritare, che bisogna collaborare in casa. Tuo figlio collabora?

«Assolutamente no! Pure per quello non gli do una lira.»

[Adriana] Da poco mio figlio mi ha chiesto se siamo ricchi o no. Anche a te è successo?

«Ne abbiamo parlato. Intanto, diciamo che in questo Paese secondo me sono sopravvalutata sotto tutti i punti di vista, anche questo. Ma lui mi chiedeva, visto che ora c’è il modello dei calciatori, come mai girano tutti questi soldi. Quelle sono cifre che non riesco a immaginare, la mia mente non arriva a capire come sono 100 milioni di euro. Mi parlava di quanto può costare un calciatore e ha capito che rispetto a quello non siamo proprio ricchi. Però gli ho detto che siamo molto fortunati.»

giorgia nel pippo pelo show

“Parole dette male” è la tua canzone del momento?

«Sì, lo è, infatti mò basta, ha rotto! [ride, ndr

Il commento che in tanti fanno a questa canzone è che l’hanno apprezzata dopo.

«Sì, ma era tutto calcolato! Sapevamo che ci voleva almeno un mese, un mese e mezzo, ma ci siamo andati lo stesso a Sanremo. Ci è voluto un po’, ma è stato utile, perché anche io ci ho messo un po’ a imparare a cantarla. Sembra facile ma non lo è. Questo ricominciare a studiare, riprendere le distanze e le vicinanze con la musica, è una bella occasione, una fortuna che ho avuto alla mia età di rimettermi in gioco. A volte non succede.»

Questa per te è stata un po’ una ripartenza?

«Sì, lo è stata. Non mi ricordo quale religione dice che a 52 anni, che io devo ancora fare, si ricomincia da capo. È un nuovo inizio di vita, le stelle sono nella stessa posizione in cui lo erano quando sei nato. Ora, io non so se è vero, ma vale la pena provare.»

Volevo abbattere qualche luogo comune su di te, tipo: Giorgia è la migliore cantante italiana.

«Assolutamente un luogo comune fuori luogo.»

È proprio un luogo comune, lo stanno scrivendo tutti.

«Ma non c’è la migliore. C’è il cantante che ti arriva nell’anima e quello è il migliore per te.»

Allora per te chi è la miglior cantante al mondo?

«Per me è Whitney Houston.»

Allora vedi che c’è? Anche gli altri possono dirlo di te.

«Sì ma come fai a dire che non è Aretha Franklin? O Ella Fitzgerald? Nel senso, nel proprio ognuna è la migliore. Ma piangevo quando sentivo i brani di Whitney Houston.»

Fuori onda ti abbiamo vista commossa per alcuni messaggi che ci sono arrivati per te. Magari si può pensare che ormai non ti emozioni più.

«No no, io la vivo sempre come la prima volta. Soprattutto in questo periodo in cui abbiamo fatto e condiviso tanto, mi rendo conto che mi sta tornando indietro tantissimo affetto, che poi è l’unica cosa che conta, è tutto quello che resta. Di questo sono grata e mi emoziono ogni volta che lo trovo negli occhi di qualcuno, e so che con la musica ho fatto parte della sua vita.»

Sul tuo nuovo album “Blu” c’è un numerino, un 1, che significa?

«Significa che Blu è un primo capitolo di una fase, poi c’è il seguito.»

Un po’ come “Pop Heart”?

«Quello era per scherzo! No, non è vero, ti pare che un giorno non farò un altro disco di classici, non so, americani. Quindi ho pensato di tenermi una porta aperta. Mentre blu è nato già diviso, ci sono già delle cose pronte.»

L’album doppio non si usa più?

«Non mi andava di farlo. Un po’ non si usa, un po’ è tutto veloce. Quando ascolto un disco di 17 tracce mi viene l’angoscia.»

Giorgia, tu fai pure teatri lirici.

«Sì, incredibile. Pensavo mi dicessero “no, dove vai, sei troppo volgare con la tua musica pop per entrare in questo posti sacri.” Invece mi hanno detto di sì. È tanto che non sto sul palco vedendo la gente negli occhi, è una cosa che mi va proprio.»

Questo è un momento di ripartenza, hai detto, ora esce il film con te [“Scordato“, ndr]!

«Sì, questi sono lavori in cui per un po’ non succede niente, poi succede tutto insieme.»

Perché hai avuto la sensibilità di capire? Tu ti sei proprio fermata.

«Mi sono proprio fermata, è vero. Necessitavo di una strada, c’è voluto un pochino per ritrovarmi in un tempo nuovo e diverso.»

Quindi il 13 aprile esce il tuo film.

«Il film è di Rocco Papaleo, con Rocco Papaleo e degli attori straordinari che lui ha chiamato. Sono tutti protagonisti in questo film. Io faccio questa figura che è una sorta di angelo custode per il protagonista, che è Rocco. È veramente un film molto poetico, lui ha fatto un lavoro straordinario.»

Com’è stato fare l’attrice? Come ti sei misurata con la recitazione?

«Io ho subito detto “non son capace!” Poi Rocco è stato favoloso, mi ha tirato dentro il progetto, il personaggio mi somiglia un po’. Mi ha allenato lui, per tre mesi ci siamo visti tutti i giorni.»

È stato il tuo primo film?

«Alla fine sì.»

Ti sei già vista sul grande schermo?

«Mi sono vista perché abbiamo fatto un’anteprima a Bari. È emozionante, perché non sembro io.»

Dal trailer sembri bravissima.

«Ecco, dal trailer. No, ma il film, vi giuro, è bellissimo. È pieno di cose belle, di emozioni diverse. E Rocco è eccezionale.»

Tu sei Olga?

«Io Olga e lui Orlando.»

Quindi, Giorgia, canterai nei teatri lirici, poi in estate in posti meravigliosi, poi i palasport, il cinema, i successi, e oggi hai ballato con noi con una parrucca in testa.

«Sono questi i momenti belli della vita, parliamoci chiaro!»

Grazie Giorgia, grazie davvero!

«Grazie a voi, Kiss Kiss a tutti!»

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