Fiat 131: “Io, da Arcavacata all’Ariston. Il mio nome d’arte? Ecco perché…”

Fiat 131 è stato ospite negli studi di Radio Kiss Kiss, ci ha raccontato dell'emozione per Sanremo giovani, di Venditti e del suo nome d'arte.
Quest’oggi, Fiat 131 è stato ospite ne I Corrieri di Kiss Kiss. Riviviamo insieme la sua intervista.

È qui con noi, ne I Corrieri di Kiss Kiss: Fiat 131!

«Ciao!»

Ti dà noia essere considerato uno degli astri nascenti della musica italiana del 2022?

«No, dai, non mi dà noia. Spero davvero che sia così.»

È un dato di fatto. Sul futuro non si può mai sapere, ma le basi sono molto buone.

«Ci stiamo divertendo, diciamo così.»

Fiat 131 è un cantautore giovanissimo di Cosenza, precisamente di Arcavacata, una frazione del comune di Rende. Quanti abitanti ha?

«Ora molti, perché c’è anche l’università. Quindi negli anni sono diventati 15.000-20.000.»

Bisogna dire ai ragazzi di crederci. Sai quando si dice “io vengo da tale posto, come faccio a sfondare”?

«Sì, il mio è un paese in provincia di Cosenza, attaccato a Rende. Un paesino stupendo in campagna, la pace dei sensi.»

Fuori onda ci dicevi che il tuo background è proprio da cantante, hai studiato.

«Ho studiato canto per molto tempo, poi mi son messo a fare serate nei club nei locali, è una palestra.»

In questi locali, quando facevi i pezzi degli altri, quali ti venivano meglio?

«Erano sempre selezionati, ma facevo tanto Lucio Dalla. Anche Venditti e De Gregori.»

Hai citato proprio Antonello Venditti. Con lui hai fatto “Per sentirsi meno soli”. Com’è nata la collaborazione con lui? 

«È stata una cosa stupenda. Stavamo lavorando in studio a un remake di Notte prima degli esami e quindi abbiamo cantato questa cosa. Ad un certo punto è successo che il produttore del brano è anche produttore di Antonello. Quindi, glielo abbiamo fatto ascoltare e lui è stato super felice di questo progetto, è stato molto generoso.»

Tu quanto ci hai messo a scrivere la tua parte per il brano?

«Ci abbiamo lavorato un bel po’ per trovare gli incastri giusti. È un esame in generale, quello della vita. Abbiamo lavorato in studio per almeno due-tre settimane.»

Cosa si prova a collaborare con un idolo?

«Io ho saputo questa cosa un lunedì notte e ho pianto fino al lunedì dopo. Per un giovane emergente avere uno come Antonello nel brano è un sogno che si realizza.»

Come lo saluti? Lo chiami Maestro, Antonello…

«Guarda, io non l’ho mai conosciuto. Non ci siamo ancora visti di persona.»

Succederà sicuramente presto! E succede poi che il 16 dicembre sarà una giornata importante, sarai sul palco dell’Ariston. Tu sei tra i 12 finalisti di Sanremo giovani, di cui 6 andranno tra i big. Ti auguriamo di passare!

«Grazie! Avete anche la pratica portafortuna?»

Però, a proposito di Fiat 131. Raccontaci: perché ti chiami Fiat 131? Facci sognare!

«È un sogno, è una fiaba. La Fiat 131 era la macchina di mio nonno, che lui guidava quando ero bambino. Quindi, questa macchina è rimasta parcheggiata nel garage fino al 2006-2007. Mi ricordo che da bambino mi facevo queste attraversate da Arcavacata fino in città con mio nonno, ma anche con mamma o papà. Era una macchina d’epoca ormai. Ascoltavo il cantautorato vecchio dentro quella macchina, e per decidere il nome d’arte ho voluto prendere il mio primo ricordo musicale, che sono io in macchina che urlo Disperato, erotico, stomp. Ho pensato “è destino” e va bene così.»

Noi sapevamo anche un’altra storia!

«Sì, sì. Perché come vi dicevo, questa macchina è rimasta parcheggiata fino al 2006-2007 in un garage. Visto che noi cugini siamo tutti maschi, a turno è diventata la “stanza a ore”, diciamo.»

Ah! Portavate le ragazze nella macchina del nonno!

«Ci mandavamo anche i messaggi con scritto “ma ci sei tu?”, “no ci sono io”»

La prenotavate come i campi da tennis praticamente.

«Tu immagina quattro ragazzi della stessa età, quindi figurati.»

Ma poi chi si occupava di mettere tutto a posto?

«C’era un’organizzazione predisposta, quindi uno andava, puliva, e dopo un paio d’ore trnava la disponibilità.»

Ma esiste ancora questa macchina?

«L’hanno rottamata purtroppo. Era dell’azzurro di Kiss Kiss, immaginate un po’.»

Alfredo, ci sei piaciuto fin da subito, la persona prima dell’artista, ti auguriamo di avere il successo che meriti a Sanremo. Grazie!

«Grazie a voi, ciao!»

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