Elisa a Radio Kiss Kiss: “Io, chiamata “la maestrina” da De Gregori…”

La cantautrice Elisa ha presentato il suo nuovo album "Ritorno al futuro/Back to the future" a Radio Kiss Kiss

Uscita con il suo doppio album “Ritorno al Futuro/Back to the future”, Elisa è stata ospite in Good con Max e Max.


Max e Max: Un nuovo album con due anime, una inglese e una italiana. Quale prevale?

No, in realtà non c’è una che prevale sull’altra. Avevo voglia anche di darmi la possibilità di fare un tour in Europa. Avevo tempo perché c’era la pandemia e quindi ho lavorato su un doppio album.

Abbiamo notato che ultimamente stai facendo un sacco di collaborazioni. In questo album ce ne sono tante. Come le scegli le tue featuring?

In realtà è stato un bisogno di fare un ritratto contemporaneo, di quello che stiamo vivendo. Questi ultimi due anni mi hanno messo davanti a una cosa gigante, una crisi collettiva. Sentivo la necessità di rispondere in una maniera corale. Per questo ho lavorato con tanti produttori diversi in un album unico. E’ stato questo il lavoro più collettivo che ho fatto fino ad ora. Tanti di questi producers hanno un suono moderno, da Mace, Dardust, Michelangelo, Andy, Sixpm, Marz & Zef. Questi hanno dato un po’ il suono al disco. E altri artisti sono stati anche un po’ richiamati dal suono.

E c’è Lorenzo Jovanotti…

Lorenzo è un eterno giovane, come se fosse Peter Pan. Uno dei concerti in cui ho saltato di più è il suo, ed è di pochi anni fa.

Nei tuoi featuring sei anche un po’ vocal coach, abbiamo visto alcuni video dove sembri proprio instradare l’artista…

Questa è un aspetto mio tremendo. Non lo faccio apposta, ma sono super-meticolosa. Sono una rompiscatole. Francesco De Gregori mi chiama “la maestrina”. – ride ndr -. Quando mi chiama mi dice: “Allora, maestrina come stai?”.

L’accademia della crusca ha definito il testo di “O Forse sei tu” “elegante”…

Grazie. Tra l’altro abbiamo preso il premio come miglior composizione musicale e voglio ringraziare Davide Petrella, che ha scritto con me il testo di questa canzone. E anche di molte altre. In questo album il suo aiuto è stato enorme. Io e lui siamo molto pignoli, anche lui è un po’ “maestrino”…

Una canzone del Festival di Sanremo che ti sarebbe piaciuta cantare…

Non lo so, ci metto un po’ di tempo ad assimilare. Da ascoltatrice ti posso dire che mi è piaciuta tanto “La Rappresentante di Lista”. E anche Blanco e Mahmood. La canzone mi ha emozionato tanto… Ma non l’avrei cantata, c’è una parte centrale, soprattutto quella rappata, dove sarei sembrata ridicola. -ride ndr-

Un verso di una canzone che ti è rimasto dentro?

Io ho iniziato a scrivere per Jim Morrison, per i The Doors. Ho adorato “An American Prayer”, che è una raccolta di poesie di Jim Morrison, che tra l’altro a fine carriera ha recitato con i The Doors che suonavano in sottofondo. Io ho avuto il grande onore di avere Pierfrancesco Favino, al mio ventennale all’Arena di Verona, che ha recitato in italiano una poesia di Jim Morrison…

“Ritorno al futuro/Back to the future”. In questo album c’è sia il futuro che il passato. Cosa diresti all’Elisa di vent’anni fa e come vedi Elisa tra vent’anni.

Che domandone! – ride ndr – Ritorno al futuro è in realtà un’idea per dire “Torniamo alle possibilità!” ed è un titolo legato alla sostenibilità e all’ambiente. Io, se penso a vent’anni fa, ero incosciente però coraggiosa. Quasi “quell’Elisa” mi fa tenerezza… Sai che io facevo la parrucchiera e sostituii una mia cliente che era malata? Non era previsto nulla. La mia cliente prese la febbre e, sapendo che sapevo cantare, mi disse: “Vai e sostituiscimi!”. Iniziò tutto così.

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