Cesare Cremonini: «Sono la mia musica. Sono felice se lo sono anche gli altri»

Cesare Cremonini si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss nel programma "Fuori Tutto" con Pippo Pelo.

Cantautore, attore e scrittore, Cesare Cremonini è l’ospite di questo appuntamento con “Fuori Tutto” condotto da Pippo Pelo su Radio Kiss Kiss. Ci ha raccontato della sua vita e del suo nuovo album “La ragazza del futuro“.

Pippo Pelo: «Il tuo album “La ragazza del futuro” è bellissimo e ti ringrazio per le parole che hai speso per Napoli.»
Cesare Cremonini
: «L’album è stato creato in giro per l’Italia e per l’Europa, in vari studi di registrazioni, ma la sua scrittura è avvenuta soprattutto tra Bologna e Napoli. Credo che questo album abbia una delle sue sorgenti nell’energia, nella bellezza e nella gente di Napoli. Anche quando ero lì le persone mi hanno supportato, nutrito. È stato un momento molto speciale.»

Pippo Pelo: «Ai tuoi concerti ho notato che il tuo pubblico è pieno di persone allegre e felici. Sbaglio?»
Cesare Cremonini
: «Credo sia una questione di condivisione di valori e di alcuni sentimenti, come la sensibilità. Le mie canzoni hanno sempre rappresentato ciò che sono e la mia immagine. Parlano di me. Questo, nel corso di venti anni, ha creato un pubblico molto speciale, che ai concerti perde ogni differenza di identità. Davanti ad un palco le persone per qualche ora creano una collettività. Tirano fuori sentimenti reciproci, si crea una magia cosmica. Il mio pubblico ha con me una sinergia particolare, siamo quasi amici, è una seconda famiglia.»

Pippo Pelo: «Quanti anni hai dedicato alla musica e quanto tempo a te stesso?»
Cesare Cremonini
: «Sono scresciuto con la musica, fin da bambino. Ho iniziato a studiare pianoforte a sei anni, per volere dei miei genitori, e non avrei mai pensato di fare il musicista né il cantante. Poi a 11 anni ho scoperto la musica pop e rock e mi sono innamorato. Ho iniziato a scrivere canzoni a quindici anni e a diciotto sono diventato un performer, un professionista della musica. Io sono la mia musica. Ho più ricordi da musicista/cantante che della mia vita precedente. La musica coincide talmente tanto con la crescita della mia persona, che non c’è premeditazione. Per esempio, quando esce un mio disco, vuol dire che coincide con una mia rivoluzione, che nasce da me e dalla mia vita. Non seguo le regole discografiche, ma seguo la mia vita.»

Pippo Pelo: «Com’è stata la tua esperienza a Sanremo come super ospite?»
Cesare Cremonini
: «Sanremo è stata un’esperienza attesa per molti anni. Non ci ero mai andato perché non sempre le canzoni che ho fatto erano facili da contestualizzare e da presentare ad un pubblico televisivo. Ho pensato di dover fare prima un lungo percorso per definirmi come artista e poi al momento giusto portare la mia musica al pubblico televisivo sul palco più importante e vasto possibile. Amadeus mi ha chiamato quest’anno ed ho pensato che fosse il momento giusto, perché avevo una storia ampia da raccontare. La prima cosa che ho pensato prima di salire sul palco è che l’esibizione dovesse trasmettere un grande rispetto per la musica e per questo palco che ha un grande peso specifico perché parla a tutti. Un po’ come per il mio album, in cui c’è l’idea di parlare ad una collettività con grandi differenze di identità ma che si può ritrovare coesa nei sentimenti che provano con la musica. Questo mi ha dato lo stimolo, anche per fare questo nuovo disco.»

Pippo Pelo: «La tua esibizione è piaciuta a tutti, non ho trovato un commento negativo…»
Cesare Cremonini
: «Sì, sono stato veramente colpito da questo affetto e mi è arrivato al cuore. Credo che l’esibizione a Sanremo sia stata così importante perché mi hanno lasciato un grande spazio e mi hanno dato carta bianca per riempirlo. Ho pensato che la cosa più bella per lo spettacolo e per tutti fosse portare un’energia vera, quella dei grandi live, su un palco televisivo. Il pubblico si è lasciato investire da qualcosa che lo ha portato in un’altra dimensione per quei quattordici minuti.»

Pippo Pelo: «Finalmente torni negli stadi. Quando vieni a Napoli?»
Cesare Cremonini
: «Voglio dire una cosa a tutti i napoletani che mi scrivono e mi chiedono quando farò un concerto a Napoli. Il sogno di ogni musicista, come me, è quello di suonare allo stadio di Napoli. Sto lavorando per potermi permettere uno stadio come quello di Napoli perché non è facile riempirlo. È un impegno che mi prendo qui con te Pippo per la prima volta e ufficialmente. Succederà, datemi il tempo.»

Pippo Pelo: «Tu dici che “la ragazza del futuro siamo insieme io e te”. Cosa vuoi dire?»
Cesare Cremonini:
«È un modo di pensare alla musica, pubblicando in modo diverso. Quando un artista fa uscire un disco e porta al pubblico un album, sta regalando una cosa al pubblico molto preziosa, ovvero il tempo. Spera che il pubblico abbia il tempo di assaporare e ascoltare l’album nella sua interezza, perché è lì che si ritrova il messaggio dell’artista. Oggi la musica è fruibile in modi semplici e un album può aiutare il pubblico ad assorbire tantissimo.»

Pippo Pelo: «Nell’album c’è la canzone “MoonWalk”, che hai scritto per tuo padre che non c’è più. Come ci sei riuscito nonostante la commozione?»
Cesare Cremonini:
«Non è stato facile. Con argomenti così delicati ed intimi il senso di protezione, per quello che provi, cresce e diventa più forte. Il mio è un album che va a recuperare ogni sentimento smarrito e semplice dell’essere umano. È un atto liberatorio quello che ho fatto nel pubblicarlo.»

Pippo Pelo: «Credi che in questo momento sia meglio pensare al futuro che al presente?»
Cesare Cremonini
: «Credo che il futuro sia uno dei grandi assenti del nostro presente, e dovrebbero coincidere. Non sopporto l’ossessione del presente, è difficile risolvere tutto ora. Credo sia possibile soltanto lavorare in prospettiva, giorno dopo giorno. Viviamo grandi incertezze sul futuro. “La ragazza del futuro” rappresenta la ricerca della mia felicità e di una condivisione con gli altri, che credo oggi sia necessaria. Diciamo che il futuro ci appartiene, ma è impossibile viverlo se non sappiamo immaginarlo.»

Pippo Pelo: «Hai un talento nascosto?»
Cesare Cremonini
: «Non so disegnare, non so cucinare, non so allacciare bene le scarpe, non so fischiare. Il mio talento è dormire 4 h a notte, ma non avvertire stanchezza. È un talento, non lo so?»

Pippo Pelo: «Cosa è per te la felicità?»
Cesare Cremonini
: «La canzone “Chiamala felicità” è l’ultima del mio album e chiude con il verso “ora parlami di te”. Quindi la felicità, secondo me, dipende profondamente dagli altri. È impensabile, nel mio caso, raggiungere la felicità senza un dialogo o un braccio teso verso gli altri. Sono disposto ad essere meno felice io, se sono felici gli altri? Sì, perché questo è il mio concetto di felicità. Lasciare gioia, qualcosa di bello agli altri, è parte della mia essenza. Nel nostro Paese più di altri la felicità dipende dagli altri. In questo momento viviamo in un’epoca molto individualista. L’invidia fa parte di questa nuova società, ma l’essenza vera dell’essere umano non è l’invidia. Se cerchiamo un’identità comune più larga, più cosmica, siamo più simili di quel crediamo soprattutto nelle cose che desideriamo.»

Pippo Pelo: «Tu sei felice?»
Cesare Cremonini
: «Sono felice quando sono felici anche gli altri, quindi in questo momento sono attento a creare la maggiore empatia possibile con gli altri. È un momento particolare per tutti, ma sono fiducioso.»

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