Alfa: “Ho scritto la mia prima hit aspettando la pizza. Rosa Linn è la nuova Adele”

Alfa è stato ospite in Dedikiss e ci ha raccontato del suo primo successo, della collaborazione con Rosa Linn e molte curiosità su di sé.
Alfa è stato ospite negli studi di Radio Kiss Kiss per un’intervista con Marco e Raf. Riviviamola insieme.

Si chiama Andrea De Filippi, classe 2000, nato a Genova. La sua musica è esplosa nel 2019 su TikTok e da lì non si è più fermato. È venuto a trovarci a Radio Kiss Kiss: Alfa!

«Ciao a tutti, buongiorno!»

Ciao Alfa, come stai?

«Bene bene, ho mangiato una pizza e ce l’ho ancora un po’ qua ma sto da Dio.»

[Raf] Siamo stati compagni al Liceo Classico, io a Napoli e tu a Genova.

«Tu sei uscito con 60, io con 85 ed entrambi abbiamo copiato tutto. Perché, ragazzi, è importante che passi questo messaggio: se non riuscite a fare degli esercizi, potete sempre copiare!»

Allora, iniziamo subito spiegando a chi non lo sa perché ti chiami Alfa. Hai dichiarato “Alfa deriva dal greco antico, significa inizio, principio. Poi volevi anche menartela un po’ per il Liceo Classico, è vero?

«No no, dai. Mi sentirò sempre all’inizio di qualcosa, sono proprio insoddisfatto per natura. Ed è la mia più grande fortuna, perché non mi fermo mai di fronte ai risultati.»

Allora parliamo dell’inizio, tu sei esploso su TikTok.

«Sì, dalla cameretta. Ho pubblicato questo pezzo che si chiama Cin Cin quattro anni fa, senza etichette e senza manager, e tra l’altro l’ho scritta aspettando una pizza, questa cosa è incredibile.»

La pizza è ricorrente nella tua vita.

«Sì, è incredibile. Mi ricordo che il corriere era in ritardo, io ero in camera di un mio amico, questo produttore con cui lavoravo, e proprio perché la pizza era in ritardo ho scritto Cin Cin, che poi ha trasformato la mia passione in un lavoro.»

Quindi avete brindato a quel ritardo?

«In quei venti minuti di ritardo abbiamo scritto Cin Cin. Sono universi che si allineano.»

A proposito, tu avevi provato ad andare a X Factor, ma non hai passato le selezioni. Se ci pensi, l’algoritmo di TikTok ti ha dato una possibilità che un talent televisivo non ti ha dato.

«Così sembra tutto strategico, invece è successo a caso. Involontariamente TikTok mi ha dato questa possibilità, io non l’avevo nemmeno scaricato. È stato tutto organico, essenzialmente grazie al passaparola. In quel periodo TikTok non era ancora conosciuto, nemmeno io lo conoscevo bene. Giravano delle mie canzoni, ma non come Cin Cin, che è stata l’esplosione.»

Con Rosa Linn, che salutiamo, la abbiamo avuto anche ospite qui a Kiss Kiss, hai fatto un pezzo che ha avuto un successo enorme, “Snap“. Com’è nata questa collaborazione?

«Da Instagram. Io l’avevo sentita all’Eurovision, era arrivata ventesima più o meno, quindi non aveva sfondato subito. Ma sono molto fan della musica folk, le ho scritto e ci siamo visti in Armenia. Abbiamo scritto tre o quattro pezzi, tra cui il remix di Snap, e poi qualche giorno dopo il suo pezzo è diventato una hit.»

Lei è molto umile.

«È una persona fantastica e tra l’altro è la miglior songwriter che abbia mai conosciuto, a livello di linee melodiche, sa suonare il pianoforte, la chitarra, un’artista completa. Ha una voce pazzesca, per me è la nuova Adele.»

Andrea, tu sei un cantautore genovese. Queste due parole, lette di seguito…

«È una definizione che mi mette sempre un po’ d’ansia. Sai, con “cantautore genovese” hai subito un’aura che non merito di avere a 22 anni.»

Citiamo qualche nome: De Andrè, Lauzi, Gino Paoli, Tenco. Ma qual è il tuo rapporto con questi cantautori genovesi?

«Di divinità. Però mi rendo conto che c’è un po’ di ignoranza. Una buona parte di questa eredità non è arrivata alla mia generazione, io me la sto recuperando anche perché è il mio lavoro. Al di là di De Andrè, che è Vangelo, di Tenco, ad esempio, si conosce di più la leggenda, il personaggio incredibile, però effettivamente l’intera discografia di Tenco non la conosco. E non ne vado fiero.» 

Magari oggi vanno solo i trend, si perde un po’ la storia della musica, no?

«La grande piaga della musica oggi è che le canzoni durano sempre meno. Però Genova ha la peculiarità di avere i vicoli, i caruggi, delle strade strette in cui in ogni muro c’è una frase chiave dei cantautori genovesi. È bellissimo.»

Troveremo qualche frase tua tra poco?

«Sarebbe bello, ma non sarò io ad andare a scriverla [ride, ndr]. Se qualcuno la vuole scrivere.»

Qualche tuo fan, o la tua fidanzata, se ce l’hai.

«Mi sto innamorando.»

Quando ti innamori scrivi canzoni?

«Sì, è incredibile.»

Fai le dediche?

«No, lo trovo eccessivamente “paraculo” scrivere la canzone e poi mandargliela.»

Una cosa che hai fatto per una ragazza?

«Ne ho fatte tante. Ne avevo una in mente ma non si può dire in radio. Però, al mio ultimo concerto a Milano, c’era un momento con una panchina, io facevo salire una fan sul palco e facevamo una cosa tipo La La Land e le cantavo la canzone che ho scritto che si chiama Serenata. Ho fatto salire questa ragazza di cui mi sono follemente innamorato e con cui ci stiamo frequentando. Se mai diventerà madre dei miei figli, cosa che non credo [ride, ndr], racconteremo ai nostri figli che l’ho conosciuta in una panchina davanti a 4.000 persone.»

Ciao Alfa, Kiss Kiss a te!

«Grazie!»

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