Gli aspetti tossici dei social media: come difendersi e proteggere i figli

Il "lato oscuro" dei social network può rappresentare un pericolo per i giovani. Alessandro Longo spiega come difendersi.
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Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato del “lato oscuro dei social“.

Per approfondire l’argomento è intervenuto Alessandro Longo, direttore di agendadigitale.eu:

«Parliamo di questo argomento perché c’è stata una pesante inchiesta del Wall Street Journal sui social, in particolare su Facebook, Instagram e TikTok. L’inchiesta ha rivelato lati oscuri e torbidi dei social. In sintesi, Mark Zuckerberg sapeva delle conseguenze negative che avrebbero avuto i suoi social, ma ha fatto finta di nulla in nome del profitto. Visto il momento di polemiche, Zuckerberg ha deciso di sospendere il progetto dell’Instagram per bambini. C’è un bellissimo articolo del New York Times in cui sono stati intervistati professori e psicologi sulla questione social per i giovani. Tutti dicono che la situazione è complessa e ci sono molte sfumature, perché oggi i social sono uno strumento di grande “socializzazione” per i teenager; quindi non si possono chiudere gli occhi a questo presente. I consigli sono: vietare i social ai ragazzi sotto i 13 anni. Dopo i 13 anni bisogna comunque sorvegliare i ragazzi e limitare la loro permanenza sui social. Cosa molto importante è ascoltare i propri figli: capire il ruolo che questi strumenti hanno nella loro vita e nella loro socializzazione e capirne gli impatti. Per esempio, sappiamo che Instagram ha un ruolo tossico per i teenager, in particolare per le ragazzine, perché è un social molto incentrato sull’immagine e questo crea molti complessi in età di sviluppo. In questa partita non devono giocare solo i genitori ma anche i social e i Governi. Da parte dei social, chiedere aiuto ai genitori è un modo di deresponsabilizzarsi. Invece, servono regole e quello che sta venendo fuori ultimamente è che i social da soli non ce la fanno, perché troppo soggiogati dai profitti.»

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