Giornata contro la violenza sulle donne: i segnali per capire se un uomo è violento

Giornata contro la violenza sulle donne, l'avv. Annamaria Bernardini de Pace: "Osservare i segnali di allarme. Lo Stato dovrebbe creare un reddito di salvezza dalla violenza".
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Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato di violenza sulle donne e di femminicidio, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Per approfondire l’argomento è intervenuta l’avv. Annamaria Bernardini de Pace:

«Le donne devono osservare i segnali. Basta osservare come il nostro uomo si comporta nella vita. Se vediamo qualcosa di sbagliato, un’aggressività verso amici o altre persone, non dobbiamo essere delle crocerossine che gliela fanno passare. Un uomo, prima di arrivare a gesti estremi di violenza, mostra alcuni segnali, tra cui: prepotenza, spintoni, schiaffi, urla, rifiuta di dare il denaro che occorre per la famiglia. Altri segnali sono l’aggressività nel sesso e l’uso di droghe. La maggior parte delle violenze sulle donne vedono alle spalle un uso di cocaina. Insomma, qualunque gesto che dimostri mancanza di rispetto per la compagna, per i figli o per il resto del mondo, deve far suonare, non uno, ma dieci campanelli d’allarme.»

«Dopo un gesto aggressivo/violento, l’uomo chiede scusa “in maniera sentita”: questo atteggiamento è tipico dell’uomo violento e porta le donne alla confusione totale. Noi donne dobbiamo imparare a capire chi abbiamo di fronte, dobbiamo imparare a difenderci e a non sopportare. Dobbiamo raccontare agli amici, ad uno psicologo o ai genitori: dobbiamo informare e crearci una rete di sostegno. La catena della violenza è inesorabile. Un bambino che assiste alle violenze o subisce le violenze, sarà un adulto violento a sua volta. Le donne devono capire questo punto fondamentale. Molte donne, infatti, non vogliono denunciare il padre dei propri figli e lasciare i figli senza padre. Sbagliato. Devono denunciare e portarli via da un padre violento. Le donne devono cercare di rendersi indipendenti e di fidarsi solo di loro stesse. Lo Stato, invece di buttare tanti redditi di cittadinanza, dovrebbe pensare ad un reddito di salvezza dalla violenza, per salvare tante donne e bambini.»

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