Gaia: «Il mio album “Alma” un progetto inclusivo. Stop al DDL Zan? Assurdo»

Gaia è venuta a trovarci in "Due Kiss a distanza", l'irriverente format di Radio Kiss Kiss condotto da Marco e Raf, per presentare il suo nuovo album "Alma".
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È venuta a darci “Due Kiss a Distanza” Gaia, all’anagrafe Gaia Gozzi, classe 1997. La giovane cantante è venuta a presentare “Alma“, il suo secondo album pubblicato lo scorso 29 ottobre.

Marco e Raf«La parola chiave del tuo album è “sincerità”. Come mai?»
Gaia«Perché avevo un’estrema necessità di raccontarmi senza filtri. Di raccontare la mia emotività e di raccontare la mia musica per quello che è, senza doverla incasellare per forza. Emotivamente parlando, abbiamo vissuto due anni davvero complicati e c’è un ritorno alla verità, almeno per me, e volevo portarla anche agli altri attraverso la musica. “Alma”, quindi, è la nostra anima, la nostra essenza più pura. Le persone sentono la verità, non puoi fregarle.»

Marco e Raf«Sulla copertina del tuo disco ci sei tu di schiena che indossi un escapolario. Raccontaci di questa scelta.»
Gaia«L’escapulario è una collana scapolare che ha due “taschine”, che vanno portate una davanti e una dietro la schiena. Nasce come oggetto regilioso, infatti venivano messe le immagini dei Santi per chiedere protezione. Io a questo oggetto do un’accezione spirituale, voglio che in queste tasche ci sia il proprio Santo, oggetto o persona che ci protegge. La mia Santissima Trinità è composta dalla Natura, dalla figura della Donna e dalla comunicazione con me stessa.»

Marco e Raf«Nel tuo nuovo album ci sono canzoni che hai scritto con altre tue colleghe. È un manifesto del femminismo moderno?»
Gaia«Il brano “Ginga”, scritto con Francesca Michielin e Margherita Vicario, introduce un concetto molto più ampio del femminismo. Racconta la figura della donna in un contesto naturale. La canzone “Marina” con Gemitaiz vuole raccontare un femminismo inclusivo, anche con figure maschili che supportano la donna. Il femminismo per me vuol dire ricostruire una struttura sociale che sia meritocratica e soprattutto non definita dai generi.»

Marco e Raf«Come hai preso lo stop del DDL Zan?»
Gaia«È doloroso assistere a una cosa del genere. Credo anche che non ci sia stato detto tutto, perché trovo assurdo che si sia visto qualcuno esultare per la non approvazione di una legge che dovrebbe proteggere i diritti delle persone. Bisognerebbe rendere più vivibile e più inclusiva la nostra vita quotidiana. È molto triste, ma l’amore vince sempre.»

Marco e Raf«Com’è nato il progetto dei movimenti nella lingua dei segni?»
Gaia«Io e il mio team abbiamo deciso di creare i canvas per Spotify (i video a loop che si vedono quando si ascoltano i pezzi) e, per ogni canzone, nei video abbiamo inserito una parola mimata nel linguaggio dei segni italiano. Grazie ad ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana) siamo riusciti a portare a casa un progetto, secondo me, molto bello e speciale, che è inclusivo e apre la musica a tutti.»

Marco e Raf«I Måneskin hanno aperto il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas. Quale concerto vorresti aprire?»
Gaia«Intanto, grandi i Måneskin, che sono un orgoglio italiano. Io vorrei aprire un concerto di Beyoncé.»

Rivivi l’intervista a Gaia

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