Cineturismo ed economia della bellezza: manager e cittadini propongono destinazioni da favola

Più il progresso avanza più ci rendiamo conto dell’importanza delle tradizioni, della cultura, delle bellezze naturali, specie per ciò che concerne il turismo.
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Un’associazione di imprenditori misura in giorni il ritardo accumulato rispetto a quando un provvedimento avrebbe dovuto essere adottato, che purtroppo in alcuni casi diventa di anni. Per realizzare un parco eolico, ad esempio, ci vogliono 8 anni, due solo per l’iter burocratico iniziale, alla faccia di transizione ecologica, degli obiettivi del PNRR e della crisi climatica.

Tuttavia, nonostante i ritardi della burocrazia il Paese va avanti, perché per fortuna c’è qualcuno che ha la forza di superare il “fuoco amico” di una parte di Stato, non sempre dalla parte dei cittadini e delle imprese.

A Sciacca, per esempio, in poco più di un anno, è nato un museo all’aperto, dove un’intera popolazione si è messa in gioco creando una cooperativa – una cooperativa di comunità – anche approfittando del finanziamento di uno dei pochi enti pubblici veramente innovativi e funzionanti, Invitalia. Con la misura “Cultura crea” Invitalia ha esteso il campo dell’impresa alle attività culturali, perché la cultura (intesa in senso allargato) crei nuovi modelli di business come quello di Sciacca: una nuova azienda, una cooperativa, fatta dalla popolazione della cittadina siciliana. I residenti diventano attori, manager e lavoratori creando valore per i turisti e ricchezza per il territorio.

Il Museo diffuso dei 5 Sensi di Sciacca si chiama così perché può permettere ai visitatori di apprezzare la località siciliana attraverso un’esperienza che si vive con tutti i sensi, la vista ovviamente, il gusto, assaporando i piatti tipici locali, ma anche il tatto tramite l’esperienza diretta dell’artigianato locale (come quello della ceramica o del corallo).

L’esperienza sensoriale viene sublimata laddove ci si immerge nei suoni, negli odori e nelle atmosfere di certi borghi che sono la massima espressione del turismo sostenibile e lento, oltre che della transizione culturale ed ecologica necessaria alla salvaguardia del nostro pianeta, secondo i dettami del Recovery Fund.

Più il progresso avanza più ci rendiamo conto dell’importanza delle tradizioni, della cultura, delle bellezze naturali, specie per ciò che concerne il turismo.

In questo ambito dobbiamo inventare nulla perché abbiamo già tutto, dobbiamo soltanto salvaguardare e valorizzare la nostra Bellezza. Secondo un recente studio di una banca italiana l’”Economia della Bellezza” rappresenta attualmente il 17,2% del PIL nazionale. Lo studio divide questo contributo in tre componenti di valore: la fruizione diretta del patrimonio italiano di arte, cultura e natura, che determinerebbe il 2,4 per cento del PIL, la fruizione indiretta, legata all’uso da parte di turisti e residenti dei servizi a supporto (come trasporti e ospitalità), pari al 3,6 per cento, e infine la produzione del cosiddetto made in Italy design-driven di circa 340 mila aziende (tra cui artigianato artistico, aziende dop, igp), che contribuirebbero all’11,2 per cento del PIL (circa 200 miliardi di euro).

E’ evidente quindi che quanto più produciamo bellezza, più produciamo ricchezza e diventano strategiche figure professionali come i destination manager in grado di “disegnare” esperienze turistiche come quelle di Sciacca. La collaborazione tra pubblico e privato, se coordinata da manager con una visione, anima i territori e consente la realizzazione di vacanze da favola, o forse sarebbe meglio dire, da film. Le condizioni per farlo, per realizzare filiere turistiche integrate sostenibili e di valore, locali, regionali e nazionali ci sono tutte: le risorse naturali e storiche, i fondi pubblici ed anche i master universitari sul cineturismo per costruire le competenze.

Ai turisti, non resta che scegliere la propria meta per la vacanza italiana e sostenibile: anche quest’anno ci sono i voucher!

Ne abbiamo parlato con Luca Iovine e Raoul nella rubrica “Economia per tutti”.

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