È morta Monica Vitti, intramontabile diva del cinema italiano

È morta Monica Vitti, intramontabile diva del cinema italiano. Nata nel 1931, nella sua lunga carriera ha interpretato i ruoli più svariati.

È morta all’età di 90 anni Monica Vitti, intramontabile diva del cinema italiano. Interpretò ruoli drammatici nei film di Antonioni, poi intraprese la strada della comicità: “Il segreto della mia comicità ? La ribellione di fronte all’angoscia, alla tristezza e alla malinconia della vita”

Era il 3 novembre 1931 quando a Roma nacque Monica Vitti. Frutto dell’unione di un padre romano e una madre bolognese, visse per un lungo periodo a Messina. In quel periodo i parenti la soprannominarono giocosamente “setti vistìni”. Era una bambina freddolosa. La sua repulsione per il freddo la portava ad indossare i vestiti l’uno sopra l’altro. Molto piccola e in concomitanza con il periodo d’inizio della guerra, scoprì la sua passione per il teatro: i burattini erano il passatempo con cui Monica e i fratelli cercavano di distrarsi da un periodo molto buio.

Il suo percorso di studi culminò nel 1953. Quell’anno si diplomò all’Accademia nazionale d’arte drammatica, all’epoca diretta al suo maestro Silvio D’Amico. Bella e versatile, recitò in Shakespeare e successivamente in alcune pellicole comiche, seppur rivestendo ruoli di secondo piano. Il suo volto comparve in un sempre maggiore numero di pellicole, poi la fortuna le fu amica e la sua tenacia la premiò. Si fece notare dal regista e genio cinematografico Michelangelo Antonioni, al quale si legò anche sentimentale. Lei divenne la sua musa, lui fece di lei la protagonista della tetralogia filmica cosiddetta dell’incomunicabilità che la vide interpretare i ruoli più svariati: nel 1960 fu la tormentata Claudia in L’avventura (1960), divenne poi la tentatrice Valentina di La notte (1961), la misteriosa e scontenta Vittoria di L’eclisse (1962) e la nevrotica Giuliana in Deserto rosso (1964).

Da questi film più “drammatici” intraprese successivamente la strada della comicità: Mario Monicelli ne mise in risalto le capacità attoriali, dirigendola nella commedia La ragazza con la pistola (1968). In quell’occasione interpretò la divertente siciliana Assunta Patanè. Il film ottenne un grande successo di critica e di pubblico e portò Monica a perfezionare notevolmente la sua recitazione. Negli anni ’70 fece la sua comparsa nel film Polvere di stelle diretto da Alberto Sordi. Era Dea Dani, moglie di Mimmo Adami. Lei una soubrette, lui un comico.

Nel 2021, in occasione del suo 90° compleanno, le è stato dedicato il docufilm Vitti d’arte, Vitti d’amore, diretto da Fabrizio Corallo. La sinossi semplice, brillante, vera: Monica Vitti brilla in una luce intatta agli occhi di spettatori di ogni latitudine e la sua leggenda sopravvive nel cuore di un pubblico sconfinato che continua ad amarla incondizionatamente. Un’antidiva dal fascino magnetico che, con arguta ironia, è diventata anche il simbolo della comicità al femminile, segnando uno spartiacque con i modelli di attrice e donna convenzionali della sua epoca.

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