YES I Start Up: Formazione, Consulenza e Finanziamento gratuito di giovani imprenditori

YES I Start Up: Formazione, Consulenza e Finanziamento gratuito di giovani imprenditori. Ne parliamo con Luca Iovine.

Secondo l’Istat, in Italia sono oltre 2 milioni i NEET, i giovani che non studiano e non lavorano, il 23% del totale dei ragazzi con età tra i 15 e i 29 anni. Tra le donne la percentuale è maggiore e sale al 25%. Si tratta di un dato medio perché le differenze tra una regione e l’altra sono molto elevate con il Sud che è in situazioni drammatiche: in diverse regioni un giovane su tre non studia e non lavora.

È il dato più alto in Europa dopo Turchia, Montenegro e Macedonia. La pandemia certamente ha contribuito a peggiorare la situazione minando ancora di più le certezze e le motivazioni dei giovani sia nello studio che nel lavoro.

Sono infatti due i fronti su cui lavorare a proposito di NEET: la dispersione scolastica e l’occupazione giovanile. Il 13% degli italiani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato precocemente la scuola, fermandosi alla licenza media, è fonte ufficiale Eurostat. Siamo al quart’ultimo posto in UE in questa poco gratificante classifica: dietro di noi solo Malta, Spagna e Romania.

Se si sposta lo sguardo ai ragazzi un po’ più grandi, tra i 20 e i 34 anni, la percentuale di NEET cresce ancora ed arriva al 30% dei giovani italiani, la quota più consistente di tutta Europa, dove invece la media si attesta al 18%. Questo significa in particolare che i giovani con basso titolo di studio trovano più difficilmente lavoro.

Il fenomeno è così esteso che oggi si inizia a parlare di Welfare anche negli istituti scolastici, per contrastare la povertà educativa e sociale dei ragazzi ed aiutarli ad inserirsi nella propria comunità, in ambito sportivo e culturale oltre che lavorativo. Un processo che richiede la collaborazione tra la scuola, enti pubblici e associazioni di volontariato (terzo settore).

Tuttavia, ci sono diverse iniziative anche private, per supportare questa fascia molto delicata della popolazione, come per esempio in Toscana dove la Fondazione Cr Firenze ha stanziato 400 mila euro per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso la formazione.

Molto interessante è un progetto che è nato in Puglia ma che adesso è presente in diverse città d’Italia, dove sono gli ex studenti delle scuole superiori ad offrire sostegno e supporto ai loro coetanei per orientarli negli studi universitari o al lavoro. “Un tuo pari può insegnarti molto di più rispetto a chi è distante da te in termini generazionali, sociali e culturali”: è una tecnica che si chiama “peer learning” e ad applicarla è l’associazione Poliferie.

E’ evidente che orientare i giovani verso un futuro professionale, valorizzando i talenti, li preserva anche dalla economia “nera” e dalla delinquenza, che si alimenta di ragazzi disperati e a caccia di facili guadagni. L’università, così come il lavoro, non sono però le uniche soluzioni per affrontare la questione NEET, c’è una terza via che è quella dello stimolo all’autoimprenditorialità.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente reso operativo un fondo apposito stanziando 40 milioni di euro per la nascita e lo sviluppo di imprese creative, misura che può essere molto interessante per i millennials, appassionati di social, software e videogiochi. Ma molto funzionale ed efficace appare un’altra misura, YES I START UP, che passa attraverso la formazione ma punta a creare nuovi imprenditori stanziando fondi concreti per la creazione di aziende fondate da NEET. Luca Iovine e Raoul hanno parlato di questi temi, giovani e autoimprenditorialità, nella rubrica “Economia per tutti”.

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