Cambiano le regole per chi si sposta in Europa con animali domestici. L’Unione Europea conferma infatti che cani, gatti e furetti, salvo casi specifici, devono viaggiare insieme al proprio proprietario. Se l’animale viene affidato a un’altra persona autorizzata, il titolare dovrà comunque mettersi in viaggio entro i cinque giorni precedenti o successivi allo spostamento dell’animale.
Si tratta di una disposizione già prevista dalla normativa comunitaria sui movimenti non commerciali degli animali da compagnia, destinata a uniformare le procedure tra i vari Stati membri.
Le regole europee sugli spostamenti degli animali domestici
La prima disciplina comune dell’UE sul trasporto di animali da compagnia è entrata in vigore nel 2004 con il regolamento europeo che ha introdotto criteri unificati per i viaggi di cani, gatti e furetti tra Paesi membri e anche per l’ingresso da territori extraeuropei.
L’obiettivo è garantire spostamenti più semplici, ma allo stesso tempo controllati dal punto di vista sanitario e documentale.
Quando l’animale può viaggiare con un’altra persona
La regola generale prevede che l’animale accompagni il suo proprietario. Tuttavia, se quest’ultimo non può viaggiare personalmente, è possibile delegare per iscritto un’altra persona.
Questa possibilità è ammessa soltanto se il proprietario parte entro un intervallo massimo di cinque giorni rispetto al viaggio dell’animale. Il conteggio comprende sia i cinque giorni precedenti sia i cinque successivi.
In assenza di questa condizione, il trasporto non rientra più nelle normali regole sugli spostamenti privati degli animali da compagnia.
Cosa succede se il proprietario non viaggia
Se l’animale deve spostarsi da solo e non c’è modo di rispettare il limite dei cinque giorni, entrano in gioco norme più rigide. In questo caso si applicano le disposizioni sanitarie previste per l’importazione o il commercio di cani, gatti e furetti all’interno dell’Unione Europea.
Ciò può comportare controlli aggiuntivi, documentazione diversa e procedure più complesse rispetto a un normale viaggio con il proprietario.
A cosa fare attenzione prima della partenza
Chi programma un trasferimento con il proprio animale dovrebbe verificare in anticipo:
- validità del microchip identificativo
- passaporto europeo per animali da compagnia
- vaccinazioni richieste, in particolare quella antirabbica
- eventuali regole specifiche del Paese di destinazione
- delega scritta, se l’animale viaggia con un accompagnatore
Perché la UE ha introdotto queste restrizioni
Le norme servono a distinguere i semplici spostamenti privati dai trasferimenti a fini commerciali, oltre a rafforzare la tutela sanitaria e il controllo degli ingressi tra Stati.
Per questo motivo, chi intende viaggiare con il proprio animale dovrà pianificare con attenzione date e documenti, evitando irregolarità che potrebbero bloccare l’ingresso o l’uscita dal Paese di destinazione.