Sciopero autotrasportatori, il punto con TrasportoUnito

Aumento del costo del gasolio e sciopero autotrasportatori. Il punto della situazione con Giuseppe Tagnochetti, portavoce TrasportoUnito.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato dello sciopero autotrasportatori.

Per fare il punto della situazione è intervenuto Giuseppe Tagnochetti, portavoce TrasportoUnito:

Come mai non si è tenuto lo sciopero degli autotrasportatori previsto per oggi?
«È stato bloccato dalla Garante Scioperi che ha riscontrato degli errori nella comunicazione, ma nella sostanza noi abbiamo calcolato che ci sono 70mila imprese di autotrasporti che oggi si sono fermate. Non si tratta di protestare contro l’aumento del gasolio, ma si tratta di non essere più in grado di lavorare per l’aumento del gasolio. Al di là della dichiarazione dello sciopero, la realtà del nostro settore è che il gasolio incide per il 35% nei costi della nostra impresa e l’aumento del 33% del costo del gasolio nel corso di un anno non ci permette di lavorare e di fare economia. Abbiamo problemi finanziari e, purtroppo, la merce, quindi la committenza, non ci riconosce un aumento tariffario e non ci permette di scaricare questi aumenti del carburante.»

Cosa chiederete al Viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Teresa Bellanova, nell’incontro di domani?
«Il Governo deve intervenire sulla regolazione del rapporto tra autotrasporto e committenza. In casi come questo, in cui il costo del gasolio cresce così velocemente, deve essere la merce a pagare queste differenze. Esiste una norma dello Stato che, però, è stata ed è completamente inattuata. Tutto è rimesso alla contrattazione delle parti, ma l’autotrasporto è la parte debole. Intanto, quindi, come prima cosa questa norma deve essere resa applicativa e il gasolio deve essere inserito nei rapporti tariffari, una volta e per sempre. Inoltre, un altro fenomeno che sta comportando il fermo di molte aziende di autotrasporto è che manca il carburante. Le aziende che hanno delle cisterne di gasolio non riescono a rifornirsi per questioni di speculazioni e rialzo dei prezzi. Queste cose devono essere bloccate. Si dovrebbe, poi, prevedere nell’immediato un provvedimento fiscale in grado di sterilizzare una parte di quel 55% della tassazione che comporta il costo del gasolio (accise e Iva). Dovrebbe essere la merce a farsi carico di questo aumento dei costi e preciso una cosa: secondo uno studio fatto, l’aumento del 10% di una tariffa di trasporto (quella che in questo momento assorbirebbe l’aumento del costo del gasolio) inciderebbe di uno 0,002 € al chilo di merce.»

Cosa ci dobbiamo aspettare dopo questo tavolo di trattative?
«Il tavolo di trattative, purtroppo, è aperto da tre settimane. In via preventiva il Governo era stato informato di questa situazione, quindi credo che la risposta dovrà arrivare, altrimenti il numero di veicoli che si fermerà per l’impossibilità di lavorare, aumenterà. Le risposte devono arrivare altrimenti si arriverà ad una dichiarazione di fermo ufficiale da parte di tutte le associazioni dell’autotrasporto.»

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