Saldi invernali: spesa in aumento nel 2023?

Arrivano i saldi invernali: si spenderà di più quest'anno? Le regole verranno rispettate? Risponde Francesca Recine (Confesercenti).
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato dei saldi invernali, che da oggi inizieranno e pian piano si estenderanno in tutte le regioni. Per sciogliere a qualche dubbio, è intervenuta Francesca Recine, vicepresidente di Confesercenti.

Buongiorno, buon anno! Un’informazione: di quanto sarà la spesa media attesa pro capite per questi saldi?

«Buongiorno a voi, ricambiamo. Siamo più o meno in linea con i numeri dell’anno scorso. La cifra si aggira attorno ai 130 euro pro capite.»

È già positivo che non sia meno. Perché i dati sono contrastanti, c’è chi addirittura ha ipotizzato 170 euro a persona.

«Sicuramente il trend ha il segno più quest’anno, per cui può essere che ci sia un aumento della spesa.»

Quindi conferma un trend positivo per quanto riguarda le vendite?

«Sì, è stata una stagione che, con le dovute difficoltà, ha mostrato un miglioramento. È stato un Natale positivo, abbiamo piacevolmente accolto delle numerose persone nei negozi tradizionali.»

Quando ci sono i saldi c’è sempre un po’ di confusione: quali saranno le regole riguardo i cambi dell’articolo? Come succede, ad esempio, a Natale. Volendo cambiare, si può fare?

«Si può fare, se parliamo di capi sani, a discrezione del negoziante e del singolo esercizio. Per cui, sì, si può fare. Però non è obbligatorio da parte dell’esercente, questo va chiarito. Direi che l’elasticità fa la differenza.»

Motivo per cui è sempre meglio andar nei negozi di prossimità.

«Beh sì, decidiamo noi, per cui ci riserviamo un servizio e una carezza in più nei confronti dei clienti.»

Sappiamo che prima dei saldi c’è il divieto di applicare promozioni. Queste regole sono state rispettate? Degli ascoltatori hanno segnalato cambiamenti repentini dei prezzi.

«Due cose rapide: innanzitutto quando si passa in un attimo da 100 a 10, bisogna domandarsi di quale prodotto si sta parlando, di che ricarico c’è alle spalle e di che qualità parliamo. Poi, bisogna notare che queste dinamiche sono sempre presenti nella grande distribuzione e molto difficilmente nel negozio di quartiere del privato, perché teniamo molto alla nostra professionalità. Per cui, fare gli sconti in queste date è fuori luogo, perché non sono saldi, non siamo a fine stagione.»

Quando ci sembra sia un mega affare, l’affare lo fanno in due, ma la fregatura se la becca sempre uno solo.

«Sì, certo. Poi c’è sempre questa rincorsa allo sconto. Meglio ricercare la qualità, comprare meno e comprare meglio.»

In chiusura, taglio delle tasse: qualcuno ipotizza di estendere la cedolare secca anche ai contratti per gli esercizi. Lei ha qualche buon consiglio per i politici che se ne occupano?

«Ne avremmo tanti, speriamo di poterli condividere coi tavoli tecnici. Sicuramente per noi il costo del lavoro è molto alto; il costo vivo delle locazioni è un’urgenza, per cui il discorso della cedolare secca, portato avanti da tempo da Confesercenti, sarebbe una manna. La burocratizzazione nel nostro settore va agevolata. Perché abbiamo bisogno di giovani che credano nel nostro lavoro, con voglia e qualità. Speriamo di poterci lavorare.»

Grazie Presidente!

«Buona giornata e buon anno!»

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