Quanto è complicato essere genitori nella nostra epoca?

Modelli educativi e l'applicazione The Why Wait Agenda: com'è essere genitori nel 2022? Ne parlano Antonio Affinita e Eleonora Voltolina.
Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di famiglia, genitori ed educazione dei figli. Per rispondere ad alcuni quesiti, è intervenuto il dottor Antonio Affinita, direttore generale e fondatore del MOIGE.

Buongiorno dottore! Il Consiglio Europeo sta cercando di proporre nuove regole, leggiamo testualmente: “l’educazione dei figli eliminando le punizioni che potrebbero essere diseducative”. Voi che siete sul campo, cosa ne pensate e cosa suggerite?

«Buongiorno a voi e agli ascoltatori! Vogliamo innanzitutto ricordare che le ricette magiche non sono scontate né facili. Educare è difficile, mai come oggi, ci sono i genitori che portare avanti la famiglia sono “costretti” a lavorare entrambi con turni di lavoro che gli impiegano tutta la giornata. Questo è il primo elemento da capire: educare è difficile. Per quanto riguarda le punizioni corporali, è da una vita che non sono utilizzate dai genitori, senza entrare in dinamiche e definizioni che vanno lasciate alla sensibilità dei genitori.»

«Quello che non si dice mai è che non esiste nessuna risorsa a sostegno della formazione dei genitori. Per lavorare ci sono miliardi di euro a disposizione dall’Europa, ma la stessa Europa non sostiene l’educazione dei genitori. Ricordiamo un altro aspetto: molto spesso i genitori crescono persone educate ed equilibrate, ma vengono sempre evidenziate le situazioni problematiche. il Papa ha sottolineato come i genitori siano coloro che continuano a sperare in una società che ci fa sperare poco, nonostante le mille difficoltà. Peraltro in Italia abbiamo una situazione fiscale penalizzante che porta i genitori con figli a candidarsi per aggiungersi alle persone che vivono in povertà. I genitori non solo solo educatori, ma devono anche scontrarsi con altri educatori come cattivi maestri, artisti che incitano alla violenza, all’illegalità e alle droghe. Per educare un bambino ci vuole un villaggio, tutti devono fare la loro parte. Molti adulti non fanno la loro parte nel aiutare gli altri genitori.»

Grazie direttore!

«Grazie a voi, buon lavoro e buona giornata!»

Successivamente, Eleonora Voltolina, giornalista e scrittrice, ha proseguito il discorso sulla difficoltà di essere genitori al giorno d’oggi.

Buongiorno, Eleonora, bentornata!

«Buongiorno, grazie dell’invito!»

Sappiamo che hai lanciato un progetto, “The Why Wait Agenda”, di che si tratta?

«Si tratta del fatto che le persone, in Italia e in tutti i Paesi occidentali, fanno meno figli di quanti ne desidererebbero. Molti sono frustrati perché vorrebbero almeno un figlio in più di quelli che hanno. Questo perché oggi è molto difficile riuscirci.»

Quando hai un po’ di certezza economica nella vita forse è troppo tardi no?

«Esatto, per via del precariato, degli stipendi troppo bassi, del fatto di non essere sicuri di poter mantenere i figli, questo frena i giovani. Poi c’è un altro grande tema: la consapevolezza dei tempi della fertilità. Spesso non si ha nemmeno bene la consapevolezza e il controllo del periodo di fertilità femminile, e poi diventa troppo tardi. Se ne si rende conto intorno ai 30 e 35 anni, quando la riproduzione è sempre più complessa.»

Un tempo c’era un genitore che lavorava, di solito l’uomo, e la donna si occupava dei figli. A oggi, la paura del futuro e la situazione economica quanto incidono? O è una questione di sacrificio?

«Non sono una grande fan del sacrificio, perché penso che ci voglia sacrificio nella vita, ma ci devono innanzitutto essere le condizioni. Il mondo che avete ricordato è un mondo in cui le donne non studiavano quanto gli uomini, molti lavori erano addirittura vietati alle donne, e c’era una concezione assolutamente patriarcale della vita familiare. Oggi, giustamente, le donne sono pari nella coppia, ci si vuole realizzare entrambi professionalmente. Quindi, il problema è che non ci sono abbastanza servizi quando si fa un bambino. Se ci sono pochi posti negli asili nido, se le rette sono alte, se l’asilo chiude prima della fine dei turni di lavoro, è un disastro.»

Quindi, cos’è nel concreto “The Why Wait Agenda”?

«È un sito in tre lingue che tratta il tema di fare figli a tutto tondo, analizzando i problemi e proponendo soluzioni.»

Ti facciamo i complimenti, abbiamo purtroppo letto i dati riguardanti l’Italia. Una madre che dice di pentirsi di aver fatto dei figli è davvero triste.

«Non è bello, però bisognerebbe capire se i motivi sono personali o se la sua vita si è complicata perché è tutto sulle sue spalle. Ci sono tante ragioni, bisogna sempre indagare nel profondo.»

Grazie per essere stata con noi!

«Grazie a voi, Max e Max!»

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