Quanti pesticidi si usano nell’agricoltura italiana? Il report dell’Unione Europea

L'Unione Europea ha attestato quanti pesticidi si usano nelle coltivazioni. Analizziamo i dati con Lorenzo Bazzana (Coldiretti).

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato dei pesticidi e dei prodotti chimici vietati utilizzati in agricoltura per ottimizzare i raccolti. Per qualche chiarimento, è intervenuto Lorenzo Bazzana di Coldiretti.

Buongiorno Lorenzo, bentornato! Dall’Unione Europea arriva l’allarme pesticidi, come possiamo
tutelarci? Come ci accorgiamo se gli alimenti sono stati trattati da pesticidi?

«Buongiorno! Innanzitutto, quello dell'Unione Europea non è un allarme ma un report periodico. La cosa positiva di questo report è che i prodotti italiani sono i più sicuri al mondo. Non solo all'interno dell'Unione Europea, ma anche paragonati ai prodotti di importazione. Questo è un primo dato, secondo noi, molto importante e significativo. Il secondo dato è quello che, nel corso degli ultimi 20-30 anni, l'uso di antiparassitari è assolutamente diminuito. Quindi, prima si usavano più di 1.300 molecole, oggi sono 300 e sono meno tossiche di quelle che si usavano una volta. Anche questo è un dato che deve essere preso positivamente e non negativamente. Poi è chiaro che ci sono certi comportamenti che possono aiutare a difendersi dalla presenza di residui. Ricordiamo che i residui sono assolutamente nei limiti di legge e che solo lo 0,4% dei prodotti hanno dei residui. I prodotti italiani, quindi, sono un assoluta garanzia. Innanzitutto, noi possiamo scegliere il prodotto italiano, che ha meno residui dei prodotti di altre provenienze, comprese quelle europee. In secondo luogo, il consiglio è quello di seguire un'alimentazione varia, in modo tale che cambiando i gruppi alimentari, e diversificando la frutta e la verdura, senza insistere sempre nel mangiare un prodotto, riusciamo a diversificare le nostre abitudini alimentari e, quindi a ridurre il rischio.»

Quali sono gli alimenti più a rischio? Quelli che rientrano in quello 0,4% per intenderci.

«Ovviamente, possono essere prodotti che hanno avuto problemi dal punto di vista della difesa. Nel senso che sappiamo che purtroppo, a seconda dell'andamento climatico, possono esserci dei difetti o delle malattie. Quindi delle volte ci possono essere dei trattamenti che vengono fatti per difendere il prodotto da questi patogeni.»

Insomma, mangiare italiano è già uno step in più.

«Assolutamente, è quello che consigliamo a tutti.»

Grazie Lorenzo! Kiss Kiss a te!

«Grazie a voi!»

Notizie del giorno

ti potrebbe interessare

Un diplomato su due diventa matricola e sceglie economia, ingegneria e facoltà scientifiche le più scelte
La scelta di Pamela Anderson di sfoggiare la sua bellezza naturale alla Paris Fashion Week non è passata inosservata. È un nuovo trend?