Prodotti alimentari pericolosi: è allarme. A cosa stare più attenti

C'è stata l'immissione di materie prime alimentari straniere dannose che vengono poi trasformate col marchio Made In Italy.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato con Lorenzo Bazzana di Coldiretti.

Buongiorno, bentornato! Quali sono le segnalazioni più pericolose arrivate di questi prodotti alimentari importati dall’estero e lavorati in Italia? A cosa dobbiamo stare più attenti?

«Buongiorno! Innanzitutto, noi non siamo per il blocco delle frontiere o il divieto di circolazione dei prodotti. Siamo per le regole, che devono prevedere almeno due cose: una è l’etichettatura trasparente, così che chi spende sa cosa acquista; e la seconda è che ci siano regole reciproche, cioè che ciò che devono fare i produttori italiani sia anche quello che fanno coloro che esportano i prodotti verso l’Europa. In Italia, quest’anno, abbiamo oltre 440 allerte di prodotti alimentari con dei problemi, perché contengono delle sostanze, o residui di antiparassitari, o altri tipi di allarmi sempre connessi con la salute, che provocano preoccupazione. Sei volte su dieci, questi alimenti sono di provenienza extracomunitaria. Questo ci dice qualcosa: il prodotto che viene da fuori l’Unione Europea rispetta delle regole diverse dalle nostre e potenzialmente è più pericoloso. Questi pericoli possono riguardare un po’ tutte le matrici alimentari. Il primo per numero di segnalazioni è quello della frutta e della verdura. Poi abbiamo il pesce, le carni e i cereali. Secondo i dati, troviamo i pistacchi al primo posto, che vengono da Turchia e Iran. Si possono trovare le platossine, cioè delle sostanze tossiche cancerogene.»

Giusto per fare un esempio, poi ce ne sono tanti altri.

«Il problema si può creare perché il prodotto è stato raccolto da terra e ha preso umidità, si sono sviluppati funghi o cose del genere. Oppure, per trattamenti competitivi che da noi sono vietati da venti o trent’anni. Questo non è accettabile: che in Europa si faccia un percorso per ridurre l’uso di antiparassitari, ma che poi quello che abbiamo fatto uscire dalla porta rientri dalla finestra. Magari trasformati in Made In Italy e con l’uso di prodotti che non possiamo più utilizzare.»

Insomma, vogliamo reciprocità.

«per ottenere questo, c’è un modo semplice. Stiamo raccogliendo le firme per far sì che ci sia una legge europea che preveda questi aspetti. Quindi un’etichettatura trasparente e la reciprocità delle regole.»

Grazie Bazzana!

«Kiss Kiss a tutti!»

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