Presidente della Repubblica, chi ci sarà dopo Mattarella?

Tanti nomi nella ricerca del nuovo Presidente della Repubblica italiana. Ne parliamo con il giornalista Giampiero Gramaglia.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato del prossimo Presidente della Repubblica italiana e del contesto internazionale.

Per fare il punto della situazione è intervenuto il giornalista Giampiero Gramaglia:

«Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica italiana è un grande dubbio. Dagli anni ’60 in poi il Presidente eletto non è mai stato uno di quelli dati per favoritissimi. Però ci sono personalità italiane, della politica o no, che si possono considerare adatte all’incarico per autorevolezza e per il loro passato. È sensato parlare di una donna come Presidente della Repubblica. Ci sono donne che sono nella storia della Repubblica con grandi meriti e che possono essere prese in considerazione; ma credo che i nomi di donne fatti finora, in questo momento siano frutto di calcoli o bilanciamenti politici. Tra i nomi c’è Emma Bonino, che io considero un po’ super partes. Ha una storia personale di coinvolgimento e di impegno sociale. L’Italia oggi ha ottenuto alcune riforme nel suo recente passato grazie all’impegno dei radicali, e della Bonino appunto. Dal divorzio all’aborto, i radicali hanno portato l’Italia ad essere un Paese più moderno. Penso anche ad una figura come la Senatrice Segre, che è molto anziana ma è una personalità sulla cui dirittura morale nessuno avrebbe da eccepire. Sarebbe una scelta non contestabile da alcuno. Però spesso la politica ha altri percorsi, altri jolly, oppure ha delle carte scontate come, ad esempio, l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha tutte le carte in regola. Così anche il professor Monti, di cui sono un estimatore.»

«A livello internazionale quest’anno ci sono due elezioni molto importanti: le elezioni presidenziali francesi, che si terranno ad aprile, e qui il favorito resta l’uscente Emmanuel Macron, e le elezioni di metà mandato in America (Midterm), che si terranno l’8 novembre, in cui il rischio è che Biden perda la sua maggioranza. Però di buono c’è che nel 2022 se ne andranno il Presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, uomo violento, e il Presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, omofobo e negazionista.»

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