Parità di genere: incentivi e sanzioni per supportare il lavoro femminile

La Child penalty è il fenomeno per cui la nascita di un bambino penalizza i redditi delle mamme molto di più dei papà. Non è l’unica differenza di genere tra uomini e donne ma è significativa, perché è tra le principali cause delle disparità in ambito lavorativo. Le donne in Italia, per esempio, devono studiare di più degli uomini per trovare lavoro: mentre per gli uomini può essere sufficiente la licenza media, alle donne serve di più. Solo una su tre con la terza media lavora e il 70 per cento delle laureate ha un impiego stabile. Per gli uomini fa poca differenza essere laureati o essersi fermati alla licenza media, infatti, perfino il 64 per cento di coloro che hanno la terza media lavora, contro il 71 per cento dei laureati. A evidenziarlo è il rapporto «Education at a Glance» curato dall’Ocse e riferito allo scorso anno. Anche nel lavoro autonomo le donne rimangono indietro, nonostante vengano organizzate diverse iniziative per stimolare la leadership femminile, tra cui il Giro d’Italia delle donne imprenditrici, ovvero il roadshow nazionale che illustra le misure di incentivo alle imprese femminili, arrivato alla XIV edizione.

Ma a proposito di Giro d’Italia, pare che le donne, in particolar modo le immigrate, abbiano poca confidenza con la bici, tant’è che a Modena si svolge la terza edizione del progetto «Donne a pedali». Si insegna alle straniere ad andare in bicicletta e le due ruote vengono usate come strumento di socializzazione ed apprendimento della lingua. Lo sport è un altro mondo dove vige la disparità di genere, però alcune attività sportive, considerate maschili, fanno particolarmente bene alla salute delle donne. E’ il caso del canottaggio che può essere parte di terapie mediche integrate come sostengono diversi senologi e la Federazione Italiana Canottaggio. In proposito si è attivato il prestigioso Circolo Canottieri Irno il cui presidente, medico, ha lanciato “Dragon Boat”, una barca con la testa di dragone, per spingere le donne operate di cancro al seno, a vogare e pagaiare.

L’Unione Europea nel 2020 ha pubblicato “la strategia per la parità di genere 2020-2025”, con la quale valorizzare il potenziale femminile che potrebbe avere un enorme impatto sulla società e sulla economia italiana. Infatti, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, riportate dall’UNI, se le lavoratrici fossero numericamente pari ai lavoratori, in Italia il PIL aumenterebbe dell’11%. Nel frattempo, entro il 14 ottobre, le aziende pubbliche e private, che contano più di 50 dipendenti, dovranno redigere il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile previsto dal Codice delle pari opportunità uomo-donna. “Dopo le modifiche apportate alla legge, le informazioni da includere nel documento si presentano particolarmente ricche” – mette in guardia Alessandra Zinno, consulente del lavoro – soffermandosi sui processi di selezione, sulle procedure di formazione manageriale e sulle misure per promuovere la conciliazione lavoro-famiglia. “Bisogna fare attenzione perché la veridicità dei rapporti è verificata dall’Ispettorato nazionale del lavoro”.

Nel caso di rapporto mendace o incompleto si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro ed in caso di mancata presentazione si perdono per un anno i benefici contributivi. Anche per accedere agli appalti pubblici finanziati, con le risorse previste dal PNRR, è necessario produrre (a pena di esclusione) copia dell’ultimo rapporto biennale sulla parità di genere.

Di questi argomenti ha parlato Luca Iovine con Raoul nella rubrica “Economia per tutti”.

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