Palermo, riders discriminati, interviene il tribunale siciliano

Il tribunale di Palermo ha stabilito che il sistema di selezione dei rider è discriminatorio. La sezione lavoro della corte di giustizia siciliana ha infatti evidenziato che Foodinho (appartenente al gruppo Glovo) attraverso un “punteggio di eccellenza” offre migliori -se non maggiori- opportunità di lavoro a coloro che si dimostrano più produttivi effettuando un numero più elevato di consegne e più disponibili lavorando in orari serali, nei fine settimana e nei giorni festivi. Di conseguenza i riders che vengono avvantaggiati possono scegliere, con precedenza rispetto agli altri, quando svolgere le successive prestazioni, anche prenotando gli “slot”.

Secondo il tribunale palermitano, in questo modo: “Si crea una discriminazione indiretta dei lavoratori che per condizione personale, familiare, età o handicap sono svantaggiati rispetto ai concorrenti”. La legge prevede invece che l’accesso all’occupazione e al lavoro autonomo deve essere improntato al principio di parità di trattamento delle persone e non può certamente consentirsi ad un committente/datore di lavoro di predisporre ed utilizzare un sistema di selezione che ignori deliberatamente le individualità dei lavoratori posti in competizione tra loro. La corte ha poi evidenziato che il criterio attuato da Foodinho è discriminatorio anche per ragioni religiose: ad esempio, gli ebrei, tenuti ad osservare lo shabbat (la festa del riposo), non possono lavorare il sabato. Inoltre anche il cosiddetto no show, ovvero la mancata presentazione del rider in uno slot prenotato, è dichiarato discriminatorio perché incompatibile con la libertà dei lavoratori di scioperare.

Il tribunale di Palermo ha pertanto condannato Foodinho: “Ad astenersi dalle accertate discriminazioni con l’adozione, sentite le organizzazioni sindacali, di un piano di rimozione degli effetti delle medesime discriminazioni”. I giudici, inoltre, hanno disposto che la società versi -ai sindacati- 40mila euro come risarcimento del danno.

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