Ozono, il buco è tra i dieci più estesi degli ultimi quarantaquattro anni

Il buco dell’ozono sopra l’Antartide ha raggiunto un nuovo record. Il 16 settembre, infatti, le sue dimensioni erano di ventisei milioni di chilometri quadrati, risultando quasi tre volte più grande del Brasile. Ad annunciarlo è l’Agenzia spaziale europea dopo le misurazioni effettuate dal satellite Copernicus Sentinel-5P. “L’aumento del buco dell’ozono del 2023 ha avuto un inizio precoce ed è cresciuto rapidamente da metà agosto” ha riferito Antje Inness, scienziata del Copernicus Atmospheric Monitoring Service (CAMS). Grazie alle dimensioni raggiunte, si colloca al decimo posto fra le estensioni rilevate negli ultimi quarantaquattro anni, che hanno toccato il record di 29,9 milioni di chilometri quadrati nel 2000.

Negli anni Settanta e Ottanta l’uso diffuso di clorofluorocarburi dannosi ha danneggiato l’ozono nell’alta atmosfera, provocando un buco nello strato sopra l’Antartide. Da allora, le sue dimensioni si modificano seguendo un ritmo regolare: aumentano progressivamente da agosto ad ottobre, periodo in cui raggiungono la massima estensione, e poi tornano nella norma entro la fine di dicembre, quando il vortice polare si indebolisce.

Quest’anno il buco dell’ozono si è aperto in anticipo a causa dell’eruzione del vulcano Hunga-Tonga avvenuta a gennaio 2022 nell’Oceano Pacifico, provocando grandi quantità di vapore acqueo negli strati superiori dell’atmosfera. Secondo la Inness, questo avrebbe rafforzato la formazione delle nubi stratosferiche polari, dove i fluorocarburi accelerano la riduzione dello strato di ozono. Inoltre, specifica la ricercatrice, la presenza del vapore acqueo può contribuire al raffreddamento della stratosfera antartica, migliorando la formazione delle zolle stratosferiche polari e provocando così un vortice polare più robusto.

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