Overthinking, quando il pensare troppo diventa patologico. I consigli dell’esperto

L'overthinking, il pensare troppo, può essere dannoso. Il Dott. David Lazzari, psicoterapeuta, dà qualche prezioso consiglio.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato di overthinking (ruminazione, rimuginio).

Per approfondire l’argomento è intervenuto il Dott. David Lazzari, Psicoterapeuta e Presidente del CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi):

«I pensieri che girano vengono anche chiamati “pensiero circolare”. Si tratta di un pensiero dannoso, non produttivo, perché la mente ripercorre sempre gli stessi pensieri, come in un solco che si è creato. Questo (meccanismo) influenza anche il cervello, che irrobustisce dei circuiti, sempre gli stessi, che si rafforzano a discapito di altri. Quindi, invece di avere un pensiero creativo, divergente e flessibile, finiamo per avere un pensiero rigido e ripetitivo, sostanzialmente inutile. Se lo facciamo anche noi, possiamo accorgercene facilmente da soli, per il fatto che pensiamo sempre alle stesse cose. La stessa idea, lo stesso concetto, la stessa preoccupazione che si ripete continuamente.»

«Tranne i casi più gravi ed estremi, per cui è giusto farsi aiutare da un esperto, nella quotidianità dobbiamo avere un pensiero riflessivo. La mente serve a riflettere, con l’overthinking serve solo ad alimentare lo stress. Bisogna cercare di interrompere questi pensieri, ma con tranquillità. Ad esempio, concentrandosi sul respiro, su uno stimolo esterno, indirizzando il pensiero su qualcosa che blocchi la circolarità. L’eventuale problema va pensato “bene”, non “tanto”. Quindi, quando ci accorgiamo che si tratta di ruminazione e non di una riflessione, dobbiamo trovare il modo di interrompere questa cosa, con un’attività fisica, o concentrandoci sul respiro stimolando il rilassamento; dobbiamo distrarci e portare il pensiero su qualcosa di diverso che rompe il circolo vizioso.»

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