Min. Bonetti: “In arrivo aiuti per i genitori in difficoltà”

La Ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità Elena Bonetti ha spiegato in diretta su Kiss Kiss gli aiuti alle famiglie in difficoltà.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, la Ministra delle pari opportunità e della famiglia Elena Bonetti ha chiarito qualche aspetto sul bonus per le famiglie disposto dal Governo.

Buongiorno Ministra, è un piacere risentirla. Possiamo affermare che la dicitura scritta dai giornali “bonus padri separati” non è corretta? Sarebbe più corretto dire che è un bonus per genitori in difficoltà?

Buongiorno a voi. Sì, è esattamente così. Non è destinato a padri o madri a priori, ma a chi vive e deve mantenere i figli. Durante la pandemia, purtroppo le situazioni di difficoltà economiche si sono aggravate. Ci sono mamme o papà che vivono con i figli e dovrebbero ricevere un assegno di mantenimento – di solito sono le mamme, perché sappiamo che in Italia mediamente le donne hanno un reddito più basso – ma che non li ricevono dall’ex partner per via di difficoltà economiche. Questo ha creato disagi, soprattutto per i bambini. Quindi, chi vive con i propri figli potrà richiedere questo assegno per 12 mensilità.

Questo bonus vale anche per i conviventi o solo per persone sposate?

Sì anche conviventi. Inizialmente, in una prima formulazione, la Lega propose che i figli fossero solo di coppie sposate e poi separate. Però, sarebbe stata una grande ingiustizia. Bisogna dare lo stesso diritto a tutti i figli, anche di ex conviventi.

Come si potrà accedere al bonus? Quando verrà erogato?

La norma è in fase di formalizzazione, è quasi operative, si stanno chiudendo le ultime procedure. Si dovrà fare richiesta tramite il dipartimento della famiglia, di cui sono ancora responsabile. Si dovranno presentare la propria anagrafica e i documenti che attestano la situazione economica. Se ci sono i requisiti, il contributo viene erogato a chi lo richiede.

Ci conferma che per accedere al contributo bisognerà avere un reddito pari o inferiore a 8174 euro nell’anno di richiesta?

Sì. Escluso gli assegni di mantenimento, magari ricevuti anche solo in parte. Si parla del proprio reddito personale, che deve essere al di sotto di quella soglia.

Quanti sono i fondi a disposizione per questo bonus?

Sono dieci milioni.

Allora la domanda è d’obbligo: chi prima arriva, meglio alloggia?

Sì, però come spesso accade per il bilancio dello stato. Il mio impegno, visto che si parla di situazioni di disagio, è quello di far reintegrare i fondi se dovessero esaurirsi.

C’è un importante novità per l’assegno unico: sono avanzati 600 milioni di euro, vero?

630 milioni. Questo perché le domande arrivate sono state meno.

Quindi le misure sono state giuste.

Diciamo che ci siamo trovare pronti. Bisogna sempre prevedere la cifra massima e incentivare le famiglie a fare domanda, perché sono soldi che gli spettano e che gli sono utili. Questi soldi avanzati ho chiesto che fossero riutilizzati per alzare la cifra destinata alle famiglie con figli a reddito basso; l’ho chiesto allo scorso consiglio dei ministri e l’ho ribadito ieri, non ho trovato nessun sostegno da parte dei partiti, e quindi questi risparmi sono rientrati per essere riutilizzati per fornire altri aiuti. Questi fondi, però, non sono stati utilizzati come ritengo più corretto: per sostenere le famiglie. Ho rimproverato l’ipocrisia di chi, come il Partito Democratico, esternamente comunicava il fatto che questi soldi non venissero reinvestiti, ma che poi non mi ha sostenuto quando mi sono battuta per questo. Una politica dalle due facce.

Ci sarebbero tante tante domande, ma chiudiamo augurandole buone vacanze. Grazie e buon lavoro!

Grazie a voi!

Riascolta qui l’intervista completa

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