Mammadimeta: come nasce il progetto e come si possono proteggere i giovani sui social

Da Mammadimerda e Meta, nasce Mammadimeta, che vuole aiutare una giusta navigazione dei ragazzi sui social. Ce ne parla Sarah Malnerich.

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di privacy dei giovani online, del blog "Mammadimerda", con la co-fondatrice Sarah Malnerich, e del relativo progetto "Mammadimeta".

Buongiorno Sarah, benvenuta! Cosa fa una Mammadimerda e cosa fa invece una Mammadimeta?

«Buongiorno a voi! Allora, Mammadimerda nasce come progetto autoriale nel 2016, in cui abbiamo iniziato a raccontare la nostra esperienza della maternità che non combaciava tanto con la narrazione ufficiale e istituzionale dell'esperienza. C'erano delle discrepanze tra quello che succedeva a noi e quello che vedevamo sui social o in televisione.»

Tipo?

«Beh, è un'esperienza che porta con sé delle ambivalenze anche nei sentimenti, e ci sono dei lati faticosi. Non è tutto rose e fiori, diciamo così. Ti dicono che è l'esperienza più bella nella vita di una donna. Sì, ma c'è anche dell'altro che va raccontato, non per spaventare, ma per evitare quel senso di solitudine, di colpa e inadeguatezza che provano tante madri.»

Quindi per colpa delle due o tre madri perfette, l'altro 99% si sente "mammadimerda".

«Diciamo così, è un po' più complesso, ma sintetizzando è così. C'è proprio uno storytelling sulla maternità che ci schiaccia. Quello che abbiamo fatto noi è stato ribaltarlo con ironia, abbiamo fatto satira sociale.»

E perché Meta ha scelto proprio voi per parlare di tutte queste iniziative per difendere i ragazzi sui social?

«Ce lo siamo chieste anche noi! Quando ci hanno parlato di questa funzione che si chiama "supervisione genitoriale" abbiamo pensato "evviva, è arrivato il nostro adulto di rifermento finalmente". Invece le adulte eravamo noi. Tramite la nostra chiave ironica siamo riuscite, in questi anni, a divulgare anche i temi più ostici. Ci siamo occupate molto di campagne sociali ma sempre con l'ironia.»

Che permette di parlare di qualsiasi cosa, con la speranza che si capisca dall'altra parte.

«Certo, bisogna anche saperle recepire. Mammadimeta, che nasce da una collaborazione tra Mammadimerda e Meta, serve proprio a far sapere e a illustrare a genitori e genitrici come noi che esistono mezzi di supervisione per poter accompagnare i nostri ragazzi e le nostre ragazze dai 13 anni in su, che è l'età in cui possono avere un account social. Vanno accompagnati con questi strumenti. È come quando da piccolo gli insegni come si attraversa la strada, guardando a sinistra e poi a destra. Questa è la nuova realtà che vivono questi ragazzi, quella fisica e anche digitale. E non possiamo più esimerci dall'accompagnarli anche in quella fase. Noi siamo un po' boomer, e questa roba la abbiamo capita un po' dopo, e noi stesse abbiamo fatto una formazione con Meta.»

Quindi niente è improvvisato. Il messaggio, in questo primo approccio, è che ce la si può fare e c'è speranza che i nostri ragazzi non si arenino durante la loro navigazione sui social. Ti salutiamo Sarah!

«Grazie! Ci vedremo negli spettacoli in giro per l'Italia in cui portiamo anche questo messaggio.»

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