Longo: “Altri attacchi degli hacker alle aziende”

Alessandro Longo, direttore di agendadigitale.eu, è stato ospite in diretta a Good Morning Kiss Kiss per parlarci di cyber criminali, dati online e gestione delle password.
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Buongiorno Alessandro Longo, Kiss Kiss a te.

«Buongiorno a voi. Purtroppo gli attacchi hacker sono destinati ad aumentare nel breve periodo. I dati online sono sempre di più, quindi siamo sempre più esposti. Sta crescendo probabilmente anche la consapevolezza, ma quella arriva col tempo.»

Anche questo weekend dei dati di manager italiani sono finiti online, ma come possono essere usati?

«Son furti che vanno avanti già da un anno. Ogni volta che rubano questo tipo di dati, come numero di cellulare, codice fiscale e data di nascita, è un punto di partenza per truffe più elaborate. Sono dati usati per ottenere altri, così da riuscire a entrare nella casella mail e riuscire a impersonare il malcapitato.»

Quali sono le truffe più comuni che vengono compiute dai cyber criminali con l’utilizzo di questi dati?

«Una volta dentro la mail, può succedere di tutto, possono mandare una mail scrivendo “fate un bonifico a questo indirizzo piuttosto che a quello che ho dato precedentemente”. In questo modo i truffatori incassano soldi ai danni dell’azienda hackerata. È il classico caso di truffa ai CEO delle aziende.»

Il modo per difendersi è parlarne di persona?

«Sì, una volta arrivate quel tipo di mail, meglio chiamare la persona interessata per conferma. Le aziende stanno condividendo queste linee guida. Poi, sicuramente verranno inventati altri tipi di attacchi, però lentamente ci si mette in linea.»

Tra le tante notizie sui dati personali, ce n’è una che parla del tribunale di Milano, il quale ha consentito a una vedova di accedere ai social del marito defunto e alle sue password dell’iCloud. È qualcosa di delicato, no?

«Un tempo quando si moriva si aprivano i cassetti delle persone, l’erede aveva diritto a maneggiare le lettere e i documenti importanti del deceduto. Adesso, molto di questo è digitale. La sentenza non sorprende: è diritto dell’erede, l’accesso ai dati gli è garantito, a meno che il defunto non abbia disposto la distruzione di tutto. Alcune società, come Facebook, permettono di fare questo, cioè la cancellazione dell’account una volta deceduti. La Apple permette qualcosa di simile: cedere all’erede la password in caso di morte. Se non lo si fa, si apre un limbo e bisogna rivolgersi a un tribunale.»

Grazie direttore!

«Kiss Kiss a tutti!»

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