L’intelligenza artificiale sostituirà gli artisti?

È uno sconvolgimento a livello globale l'uso dell'intelligenza artificiale per produrre opere d'arte. Cosa potrebbe succedere?
Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di arte e intelligenza artificiale con Simone Morabito, avvocato esperto di arte.

Buongiorno avvocato! È vero che l’intelligenza artificiale sta “rubando” il lavoro agli artisti?

«Buongiorno a tutti voi! In realtà l’intelligenza artificiale ruberà il lavoro a tutti noi. Con l’evoluzione di questo periodo devo dire che l’intelligenza artificiale, sotto gli occhi di tutti, sta facendo passi da gigante. In realtà è vero, perché ormai ci sono dei software che permettono all’intelligenza artificiale di nutrirsi, e quindi imparare, da qualsiasi elemento che in ogni modo passa su internet. Quindi, sostanzialmente, sta replicando le modalità degli artisti, soprattutto in digitale, in un modo sempre più veloce. D’altra parte Picasso diceva che un artista normalmente copia, un bravo artista ruba.»

Bella questa! Però lo diceva Picasso, perché seguire lo stile è un conto ma poi rubare è un altro.

«Sì, ma infatti la mia era una battuta, il problema è molto serio. Qua c’è un tema enorme di tutela della proprietà intellettuale. Ovviamente tutta queste informazioni sono tratte e usate in violazione del diritto d’autore.»

Parli del data scraping?

«Esatt. Questo termine inglese significa “grattare i dati”. Questa attività è molto difficile da contrastare. Ci sono misure di sicurezza che ovviamente combattono la stessa guerra, quella dell’informatica. Bisognerebbe, e ammetto che è molto complesso, dotarsi di servizi anti-bot, oppure verifiche come i cosiddetti captcha, a cui siamo abituati, e mettere dei disclaimer molto forti. Al momento queste attività sono un po’ da deterrente. Ci sono anche dei casi di trasmissioni, anche televisive, che passano sul web, a cui mettono dei disclaimer dicendo “non diamo il consenso all’utilizzo di tutto quello che c’è in questo video.”»

Un divieto di utilizzo a priori?

«A priori. Il fatto stesso di far passare un’immagine attraverso internet, in qualsiasi metodologia, può far sì che venga copiata e replicata dall’intelligenza artificiale. Questo passa sia dall’articolo dell’avvocato a qualsiasi tipo di espressione figurativa digitale.»

Dall’altro del tuo osservatorio, ci sono già le prime cause che riguardano questo tema?

«Sì, ci sono già state. Negli Stati Uniti con il Getty Collection, un’importantissima collezione soprattutto di fotografia, che è un tema molto delicato. Pare che milioni di immagini siano state utilizzate da sistemi di intelligenza artificiale che le hanno parzialmente riprodotte. Le attività illecite sulle foto vengono frenate dai metadati.»

Il discorso è vastissimo. Grazie avvocato!

«Grazie, buona giornata a tutti voi!»

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