Le truffe più comuni avvengono tramite smartphone

Phishing, smishing, vishing, sono sempre più le truffe in cui incappano i consumatori. Ecco qualche consiglio utile.

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di truffe online e via telemarketing con l'avvocato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

Buongiorno avvocato, bentornato! Quali sono le truffe più gettonate al momento?

«Buongiorno, che bello essere con voi! Sono quelle che passano attraverso il nostro smartphone. Ce lo abbiamo sempre addosso, il truffatore sa che arriverà sicuramente al bersaglio con messaggi massivi che vengono inviati a tutti. Spesso il consumatore si chiede "ma come fanno a sapere che proprio in quel momento sto aspettando un pacco?" Il truffatore non lo sa, ma presume che tutti noi usiamo il commercio elettronico e ci manda il messaggio per cui il pacco sarebbe bloccato alla dogana, bisogna cliccare sul link per pagare i diritti. Ovviamente si tratta di una truffa. Un primo consiglio è: non cliccate mai sui link contenuti nei messaggi WhatsApp o negli sms perché sono link malevoli che vi portano su siti che sembrano essere quello dell'agenzia delle dogane, delle poste, della nostra banca, ma in realtà è phishing, si tratta di siti che replicano l'originale.»

«Spesso questi messaggi sono credibili perché arrivano all'interno della chat che avevamo con la nostra PostePay o con la banca. Il consumatore dice "com'è possibile, sembrava davvero un messaggio originale?" Il mistero si svela velocemente: è facile camuffare il mittente e far sì che quel messaggio vada proprio a finire tra quelli autentici della nostra banca, l'inganno va evidentemente a buon fine. Questa forma di phishing in realtà si chiama smishing, perché arriva tramite sms. Allo smishing si aggiunge il vishing, fatto con la voce, perché mentre stiamo navigando quel sito aperto col link, ci arriva una chiamata dell'ufficio anti-frode della banca, anche questa non autentica. Mi dicono "caro Massimiliano, hai appena fatto un bonifico di 3.000 euro". E io dico "no, nulla di tutto ciò". L'operatore mi guida attraverso dei passaggi per revocare quel bonifico. In realtà, me lo sta facendo fare.»

Ce n'è una segnalata da diversi ascoltatori che è di un grosso rivenditore internazionale di articoli sportivi che dice "la tua card è stata scelta per una bicicletta in regalo ma devi pagarci un euro per averla". Dopo aver pagato quell'euro ti arrivano degli accrediti mensili.

«Anche questo molto diffuso. Però nel phishing si fa leva sulla paura di vedere il nostro pacco bloccato o le nostre coordinate bancarie insidiate. In questo secondo caso, diffuso soprattutto su Facebook e social con un pubblico più agée, succede di vedere il frullatore o il televisore dei nostri sogni a pochi euro. Il truffatore riempie poi il post di messaggi positivi. Ovviamente anche questi messaggi sono fake.»

Grazie avvocato!

«Grazie a voi, ciao!»

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