Le impronte del finger printing sono replicabili?

Secondo un recente studio, le impronte digitali del metodo di riconoscimento finger printing possono essere replicate. È vero o si esagera?
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato del finger printing, l’accesso tramite impronta digitale, con Alessandro Longo, esperto tech.

Buongiorno Alessandro! Finger printing: è vero che questi dati biometrici sono a rischio?

«Buongiorno e buona Pasqua in anticipo. Io, anche dopo quello studio di fine febbraio, ho fatto un po’ di indagini. Ho sentito Alessio Pennasilico, che è un noto esperto di sicurezza informatica del CLUSIT, e anche lui condivide i miei dubbi: c’è un po’ di allarmismo dietro quello studio. In realtà, la biometria, quindi il riconoscimento facciale o per impronta, al momento è molto sicuro, almeno rispetto alle password. Quello che è indubbio è che tutti i grandi sistemi, servizi e big tech stanno andando verso il passkey, cioè una specie di passe-partout che sostituisce le password. Sappiamo che le password hanno questo problema, basta conoscerle e puoi fare tutto; basta che te le rubano e possono accedere alla tua vita. A questo problema già si sta un pochino rimediando grazie all’autenticazione a due fattori, che consigliamo sempre a tutti gli utenti. Però, questo sistema è un po’ complesso per alcuni utenti, ecco che nasce il passkey, ossia il fatto che puoi impostare delle password che funzionano soltanto tramite quel dispositivo. Perciò devi avere il dispositivo in mano per entrare con quella password. Queste password tendono a essere sostituite sempre più con sistemi di finger printing, riconoscimento dell’impronta, o riconoscimento facciale. In altre parole, ho il mio cellulare in mano, lo sblocco con l’impronta e da quel momento ho accesso a quasi tutte le funzioni. Poi, ad esempio, dentro l’app della banca utilizzo di nuovo l’impronta e posso usarla liberamente. Mentre con la password basterebbe avere quella e potrei entrarci a distanza.»

Veniamo da film di spionaggio e abbiamo visto replicare le impronte con il nastro adesivo.

«Non è così facile. Sono sistemi molto sofisticati che riconoscono se effettivamente se un’impronta è normale, se c’è un battito cardiaco, se un viso è vero o è una fotografia. Poi ci sono modi per aggirare. Se ci si mette molto di impegno e si fa la spia 007, si possono superare le normali difese. Ma immagino che tra i nostri ascoltatori difficilmente ci siano agenti della CIA.»

Quindi per il momento i dati biometrici sono salvi e non c’è nessun pericolo.

«Sì, anzi, consiglio di passare al passkey. Fatelo perché è molto più sicuro di una password.»

Grazie Alessandro e buona Pasqua!

«Grazie a voi!»

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