Le difficoltà degli studenti universitari e il progetto dedicato da Luca Abete

Luca Abete ci ha parlato del suo progetto "Non ci ferma nessuno", in cui si affrontano le problematiche degli studenti universitari.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di università italiane e orientamento con Luca Abete.

Buongiorno a Luca Abete! Raccontaci: sta per ripartire il tour “Non ci ferma nessuno“. In cosa consiste? Che tappe farai?

«Popolo di Kiss Kiss, buongiorno! Questo è un format sperimentale che abbiamo messo in campo nel 2014. Ho pensato che ai ragazzi bisognasse parlare non tanto di successo da raggiungere ad ogni costo, ma per una volta di sconfitte e come gestirle. Il format ha avuto un successo enorme tra i ragazzi ma anche nel mondo accademico. Oggi collaboriamo con tanti rettori, diamo molto ascolto ai ragazzi, cerchiamo di fare in modo che ci raccontino il loro punto di vista. Abbiamo creato una community che per noi è un modo per ispezionare le loro paure, i loro disagi e cercare di formulare insieme delle risposte. È un bel confronto che si sviluppa in 10 talk; partiamo domani proprio da Napoli, dalla Federico II, dove purtroppo c’è stato un fatto molto grave qualche settimana fa.»

L’ultimo di una serie purtroppo.

«Esatto. Quindi, arriviamo come prima data a Napoli perché il rettore ha voluto fortemente questo momento per riflettere e riorganizzare dei punti di riferimento. Per noi questo è un messaggio importante; ogni anno tentiamo di abbinarci a un claim e quest’anno è “il futuro non fa paura”, non a caso. Io aggiungerei anche, rivoltando la frase, “la paura non fa il futuro”. E questo vale per tutte le età, non soltanto per i ragazzi.»

Per la tua esperienza, quali sono le criticità delle università italiane viste dagli occhi dei ragazzi? Ci sono ancora le difficoltà che avevamo noi o ne sono subentrate delle altre?

«Le università oggi si sono davvero aperte tantissimo. Incontriamo dei rettori che sono molto smart, che parlano tantissimo con i ragazzi. Quella che abbiamo fatto noi è un’università lontana da quella attuale. Nasce comunque il disagio delle responsabilità, la pressione sociale, le famiglie che mettono ansie che alcuni ragazzi gestiscono brillantemente, ma altri restano frenati e non riescono a sbloccarsi. Si parla tantissimo di quello che bisognerebbe creare intorno al mondo dei ragazzi, ed è vero che è importantissimo metterli nelle condizioni di essere sereni e di costruire la loro fortuna e la loro felicità. Però bisogna anche dire ai ragazzi che le difficoltà nella vita non mancano, la nostra è una corsa ad ostacoli. Tutti quanti noi abbiamo avuto alti e bassi, dobbiamo fare in modo di convivere con le nostre paure. Se cominciamo a gestire gli insuccessi, non tanto per sentirci inferiori, ma per studiare gli errori fatti e come ripartire, si può veramente arrivare lontano.»

Quindi stai dicendo che una bocciatura deve essere accettata dalla famiglia e soprattutto dallo studente. Perché forse può pure arrivarne un’altra, anche nello steso esame, ma poi si supera, no?

«Ma certo, ci siamo passati tutti. La vita è piena di difficoltà ma ben vengano. Faccio sempre una battuta ai ragazzi: immaginate un film in cui al protagonista va tutto bene, a metà del film vi addormentate!»

Ti facciamo i complimenti Luca, aggiornaci! Grazie davvero!

«Grazie a voi, un grande abbraccio al popolo di Kiss Kiss!»

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