L’aumento degli affitti brevi è un problema così grande per il mercato immobiliare?

Il boom degli affitti brevi ha attirato l'attenzione del Ministero del Turismo, che sta lavorando a un DDL. Ma chiariamo qualche aspetto.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di affitti brevi con Gian Battista Baccarini, presidente FIAIP – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali.

Buongiorno presidente bentornato! Davvero il mercato degli affitti brevi sta distruggendo quello degli affitti standard?

«Buongiorno a voi! Allora, io credo che la questione vada approcciata con equilibrio e il massimo del buon senso. È vero che da una parte gli affitti brevi – che vengono chiamati così, ma sono locazioni brevi con finalità turistiche – stanno aumentando sempre di più. Negli ultimi sei anni sono triplicate: da 500.000 a 1.600.000. Ma non è corretto sostenere che questa sia la causa della riduzione degli affitti ordinari e delle locazioni lunghe. In questi sei anni si è anche ridotta del 30% la quantità di cause sfitte. Le ragioni per cui i proprietari decidono sempre più di fare affitti brevi sono tre. Una reddittività medio-alta e una fiscalità definita; la flessibilità della durata; avere anche un uso promiscuo e soprattutto non avere nessun rischio locativo per morosità o mancata restituzione del possesso. Secondo me l’atteggiamento dei sindaci che ostacolano questo tipo di locazioni è sbagliato, perché si rischia di disincentivarlo con un triplice effetto negativo. Il proprietario lascia la casa vuota, non aumenta l’offerta sul mercato, che dovrebbe essere uno degli obiettivi, e si crea un danno per l’economia. Secondo noi si deve lavorare di più sulle locazioni ordinarie. Rendere attrattive le locazioni lunghe, dando sicurezza ai proprietari in caso di morosità e prevedendo politiche fiscali incentivanti.»

Ottimo. Tutto questo è contenuto nella bozza del decreto sulle locazioni turistiche del Ministero del Turismo?

«Purtroppo no! Bisogna innanzitutto chiarire che è una bozza, non è un testo che è già legge. Sarà un disegno di legge, non un decreto, avrà il suo iter parlamentare che comporterà dei cambiamenti. Il punto è che condividiamo l’intento della legge di riordinare il caos normativo che c’è nella materia, ma non condividiamo l’impostazione. Nel senso di ostacolare l’ospitalità nelle case attraverso l’inserimento di una serie di obblighi e requisiti. Faccio un esempio: non si può affittare per una notte sola. Mi chiedo che senso abbia nei centri metropolitani e che senso abbia nel tema della turistificazione e dello spopolamento. Al cittadino viene richiesto di diventare forzatamente un imprenditore se affitta più di due appartamenti. E, per esempio, devi adempiere a una serie di obblighi inerenti la prevenzione incendi e la sicurezza che sono propri dei gestori di hotel. Con quest’impostazione si andrebbe per la prima volta nella storia a limitare l’esercizio di un diritto costitutivamente garantito che è quello di poter affittare liberamente la propria casa. Si confonde la locazione con il bnb, la casa vacanze, l’affittacamere, le guest house. Quelle sono attività economiche, mentre la locazione, in teoria, è un diritto garantito dal nostro codice civile.»

Ci aggiorneremo, perché per ora è solo una bozza.

«Abbiamo già fatto due incontri e ne faremo altri.»

Kiss Kiss a lei presidente!

«Grazie, Kiss Kiss a voi!»

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