Guerra in Ucraina, le fake news svelate dall’esperto

La guerra in Ucraina sta portando ad una sempre maggiore circolazione di fake news. Ne parliamo con il debunker David Puente.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato della guerra in Ucraina e delle fake news che vi ruotano intorno.

Per fare chiarezza è intervenuto David Puente, debunker:

Quante bufale hai già dovuto sfatare sulla situazione in Ucraina?
«Se contiamo gli articoli fatti su Open, sulla situazione in Ucraina potremmo contare una trentina di “bufale”. Ogni giorno in redazione arrivano continuamente video, articoli, notizie che vanno verificati tutti.»

Quali sono le bufale più eclatanti?
«In questi giorni una cosa che è diventata particolarmente virale è quella dei falsi morti in Ucraina durante l’invasione russa. Si tratta di un video in cui un giornalista parla davanti alla telecamera e dietro di lui ci sono dei corpi dentro a dei sacchi neri e, improvvisamente, uno di questi si muove. Questo video è stato usato durante la pandemia, ma risale ad una protesta legata all’ambiente in Austria. Ora viene riproposto come i media che raccontano i morti. In Europa circolano molte più notizie false, perché siamo particolarmente coinvolti.»

Tu hai suggerito di non condividere in maniera compulsiva, giusto?
«Bisogna essere calmi e non farsi sovrastare dalle emozioni perché sono proprio le emozioni che fanno abbassare le difese. Facendo tutto in maniera compulsiva, si rischia di far male agli altri, ma anche a se stessi e alla propria reputazione.»

Quali sono gli “ingredienti” per creare una fake news?
«Sicuramente l’aspetto emotivo. Bisogna trovare qualcosa che faccia breccia sulla rabbia delle persone, ma anche sul piacere. Come ad esempio, glorificare un eroe che non c’è.»

È vero che la Russia si disconnetterà da Internet entro l’11 marzo?
«L’intenzione della Russia è quella di isolarsi dal punto di vista tecnologico, non disconnettersi dalla rete, ma creare quelle infrastrutture per gestire autonomamente le proprie risorse e la propria rete. In tal modo, se dovessero essere disconnessi da alcuni servizi da parte di Stati Uniti o altri Paesi, loro possono essere autosufficienti. In questo caso, poi, c’è anche la connessione con la Cina con cui, se vorranno continuare ad essere collegati, aumenteranno i loro rapporti e forse ne diventeranno dipendenti.»

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