Granchio blu: i rischi legati alla sua proliferazione e il modo per arginarlo

Il granchio blu è arrivato dall'Oceano Atlantico fino ai nostri mari, devastando incontrastato lunghi tratti costieri.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato del granchio blu con Tonino Giardini, responsabile pesca e acquacoltura Coldiretti.

Buongiorno Giardini! Perché il granchio blu è così pericoloso? Cosa si rischia con questa invasione?

«Buongiorno! È un animale alloctono, come viene definito. È entrato nel Mediterraneo, non trova competitor, è molto aggressivo. La sua azione è dannosa per quanto riguarda gli impianti di allevamento dei mitili, ma anche per quanto riguarda le specie selvagge. È aggressivo verso le uova di altri pesci, ma anche verso specie di pesci di piccole dimensioni.»

È un attila dei mari, dove passa lui…

«Tutto quello che incontra mangia.»

Addirittura anche il legno delle strutture che tengono su mezza Venezia. Lei ci sta dicendo che non avendo predatori naturali, a polpi siamo messi male. Sappiamo che il principale predatore del granchio è il polpo, no? In Italia sta scomparendo?

«Non è che sta scomparendo, è che questo crostaceo agisce prevalentemente nella fascia costiera, dove la presenza del polpo non è così massiccia.»

Le soluzioni per arginarlo?

«Mangiarselo! Ed è ottimo, è buonissimo.»

Pare riesca anche a rovinare le reti dei pescatori. Come si pesca?

«Rovina le reti fisse dei pescatori. Adesso si sta pensando, con l’autorizzazione del Ministero e di alcune deroghe sulle norme europee, di poter utilizzare anche degli attrezzi più efficienti. Perché le nasse sono uno strumento ma non sono poi così efficienti nei confronti di questo animale. Ci vogliono dei sistemi a traino.»

Il granchio blu si inizia a vedere nei supermercati, nei menu dei ristoranti. Però molti si sono accorti che ci sono solo i maschi, le femmine con le uova non ci sono. Qualcuno ha ipotizzato che sia legato all’arrivo dei sussidi per risolvere il problema. È una considerazione troppo cattiva?

«Sì, è un po’ cattiva perché in realtà le dimensioni dei maschi sono più grandi, e il mercato ha chiesto, per ora, esemplari grandi. Ci si è accorti che è stato un errore rigettare a mare i più piccoli, che delle volte sono maschi, ma spesso sono femmine, e questo ha causato il proliferare di questo animale.»

Grazie di essere stato con noi!

«Grazie a voi!»

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