Giornata mondiale del cinema italiano: il nostro cinema è in salute?

20 gennaio: giornata mondiale del cinema italiano. Per parlarci della situazione delle produzioni nostrane è intervenuta Erika Pomella.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato della giornata mondiale del cinema italiano con la giornalista ed esperta di cinema Erika Pomella.

Buongiorno Erika, bentornata! Com’è messo il cinema italiano ad oggi?

«Buongiorno ragazzi, grazie per l’accoglienza! Allora, diciamo che è molto in ripresa, rispetto al 2021 stiamo tornando in salute dopo due anni un po’ “moribondi”. Abbiamo più produzioni, all’estero ci guardano di più, si stanno ricordando di noi, quindi siamo in crescita. Siamo ancora un po’ indietro rispetto a prima della pandemia, però, se non altro, il cinema sta dimostrando che esiste, è vivo e vuole vivere.»

Stiamo parlando anche delle sale cinematografiche, no?

«Esatto. Qui bisognerebbe capire che il cinema è cambiato, e non possiamo pensare come prima della pandemia. Perché questi due anni hanno dato molta spinta alle piattaforme streaming, il pubblico si è impigrito, diciamoci la verità.»

Purtroppo dalle mie parti un cinema multisala chiuderà a fine febbraio per assenza di pubblico. Ti riferisic proprio a questo, no?

«Sì, perché lo spettatore si chiede perché uscire e spendere soldi se poi i film dopo due mesi escono sulle piattaforme?»

Per invogliare le persone ad andare al cinema servono anche bei film. Ultimi in ordine di tempo, ci sono stati i Golden Globes: Spielberg ha trionfato, con “The Fabelmans”, tu lo hai visto? Ti sei commossa?

«L’ho visto al Festival del Cinema di Roma. Sì, per chi ama il cinema è un film rassicurante. Tu ti siedi e vedi questo grande amore per il cinema, perché comunque è un film autobiografico in cui Spielberg racconta la sua ascesa e suo il amore per il cinema.»

E ne ha da raccontare! Lui come prima regia esordì in un episodio de “Il tenente Colombo”, giusto?

«Esatto. Ma quando c’è talento basta poco per farti notare.»

Toglici una curiosità: ma voi critici quando andate al cinema vedete il film in modo distaccato o vi lasciate coinvolgere? Guardando “The Fabelmans” ti è scesa la lacrimuccia?

«Parlo per me, io ho la lacrima molto facile, mi commuovo spesso. Ma sono dell’idea che chi fa critica debba farsi coinvolgere, se no resta una visione distaccata. Al pubblico non interessa come è fatta una determinata ripresa a livello tecnico se non mi racconti che emozione mi dà.»

Noi ti ringraziamo, con le lacrime di gioia perché il cinema italiano è vivo. Grazie Erika, ci sentiamo post-Oscar!

«Va bene, grazie!»

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