Firenze, i “Cacciatori” dei carabinieri alla ricerca della piccola Kata

Lo squadrone “Cacciatori” dei carabinieri ha effettuato un nuovo sopralluogo nell’ex hotel Astor di Firenze, lo stabile un tempo occupato prevalentemente da famiglie sudamericane e da dove il 10 giugno scorso è scomparsa Kataleya Alvarez. Della bimba peruviana di cinque anni da allora non si hanno più notizie.

Lo speciale reparto dell’Arma, solitamente impegnato in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ha svolto un’attività di ricerca in tutta la struttura. A nulla finora sono valsi i numerosi sopralluoghi nell’ex hotel né l’analisi delle tracce biologiche rinvenute al suo interno oppure i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’area interessata, così come gli interrogatori ai familiari di Kata e agli occupanti dello stabile. La Procura continua ad indagare per sequestro di persona a scopo di estorsione, anche se finora non è arrivata alcuna richiesta di riscatto. Tra le ipotesi, quella di una possibile ritorsione per il racket degli alloggi, in cui era coinvolto lo zio della bimba, ma non si esclude che la piccola sia stata rapita e portata in Perù.

Da martedì sera invece è nuovamente detenuto Miguel Angel Chicclo Romero, il padre di Kata, per non aver rispettato l’obbligo di firma a cui doveva sottostare quando, poche ore dopo la scomparsa della figlia, il giudice gli aveva accordato la scarcerazione. L’uomo era rinchiuso a Sollicciano con le accuse di furto e uso di carte di credito rubate. I carabinieri gli hanno notificato un aggravamento della misura cautelare disposto dalla corte d’appello di Firenze.

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