Diritto di cronaca, quali sono i limiti etici

Non sono sempre chiari i limiti etici del diritto di cronaca. Ne parliamo con Andrea Indini, responsabile de IlGiornale.it

Questa mattina a Radio Kiss Kiss abbiamo parlato del diritto di cronaca e dei limiti etici ad esso legati.

Per fare un po’ di chiarezza è intervenuto Andrea Indini, responsabile de IlGiornale.it:

Qual è il limite etico reale del diritto di cronaca?
«I limiti vengono fissati da regole che l’Ordine, insieme allo Stato italiano, cercano di dare ai giornalisti. Però, spesso si tratta di limiti che vengono valicati, perché non c’è un confine così preciso e netto. Nella mia redazione ogni giorno ci poniamo questa domanda, sia inerente ad un omicidio che ad un gossip, sia se si devono trattare immagini raccapriccianti, come possono essere quelle di un attentato o della guerra. Il punto è: pubblicare o no? Far sapere al lettore o telespettatore cosa sta succedendo. In questi casi, ci si divide.»

È vero che online la ricerca del “click” sta diventando pericolosa per l’informazione?
«Secondo me, il problema non è internet in sé. Il problema è la Cannibalizzazione della notizia, iniziata con la televisione prima, per dilagare con internet poi. Oggi gli organi di informazione e le vie di accesso all’informazione sono molteplici e l’informazione dura pochi istanti. Quindi, dopo averla appresa, nel giro di poco tempo c’è bisogno di aggiungere un particolare. Ovviamente, più si vuole aggiungere, più si ricercano particolari, maggiore è la morbosità.»

Dovrebbe esserci qualcuno super partes a decidere il limite da non superare?
«Assolutamente sì, ci vuole un Garante; e in realtà già c’è. Ma non sempre si riesce a limitare ciò che succede. Ad esempio, quando uscirono le immagini del massacro di Bucha ci siamo interrogati molto se diffonderle o no. O, più di recente, ci siamo interrogati se far passare le ultime immagini di Elena, la bimba uccisa dalla madre. Ogni volta che bisogna pubblicare qualcosa ci si pone questi temi etici e non è sempre semplice definire cosa sia giusto e cosa non lo è. C’è bisogno di qualcuno super partes che gestisca i limiti etici, purché non mini il diritto di cronaca. Oggi ci si sta spingendo oltre non solo nelle immagini, ma anche nel racconto. In ogni caso, l'”acchiappaclick” non sta più funzionando e viene penalizzato.»

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