Digitalizzazione in Italia e pericoli per la privacy in vacanza

Oggi, su Radio Kiss Kiss, abbiamo parlato con Alessandro Longo della digitalizzazione in Italia e dei pericoli per la privacy in vacanza.
L’Italia continua a salire nella classifica della digitalizzazione. In Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di questo e di internet durante le vacanze con il giornalista e direttore Alessandro Longo.

Buongiorno Direttore! Italia 18esima nella classifica europea della digitalizzazione, come interpretare questa notizia?

«Buongiorno a voi! Abbiamo fatto due passi avanti nella digitalizzazione, è una buona notizia, vuol dire che abbiamo lavorato bene. In qualche modo “ci ha dato una mano” anche il covid. La notizia negativa è che siamo diciottesimi su ventotto, siamo indietro rispetto a tutti i grandi paesi europei: Francia, Germania, bisogna ispirarsi a loro.»

Per raggiungere quei livelli, quali settori si devono migliorare?

«Il problema resta il capitale umano. Troppe poche persone sanno utilizzare i mezzi digitali, anche le basi. Sappiamo della riforma che da luglio porterà nuovi licei tecnici-scientifici. Insomma, dei passi avanti si vedono, forse ne coglieremo dei frutti in futuro.»

Partendo per un viaggio o per una vacanza, accade spesso di avere la possibilità di connettersi a una rete WiFi pubblica o gestita dall’hotel in cui si alloggia. È senza dubbio un’opportunità ghiotta per chi preferisce non sprecare il traffico dati a disposizione o desidera navigare, oppure lavorare, dal proprio computer portatile. Così facendo ci si espone però a potenziali rischi per la privacy: quali?

«Connettendosi a una rete pubblica ci sono effettivamente dei rischi. Il primo è che si può vedere la nostra cronologia. Spesso nella navigazione possiamo dare accesso ai nostri dati sensibili: condizione di salute, orientamento sessuale o religioso, ad esempio. Tutte queste informazioni possono effettivamente finire nelle mani di sconosciuti. Per proteggersi, il modo più efficace è utilizzare una VPN, una rete virtuale privata. Il modo più comodo è navigare con un browser particolare come Opera, che ha integrata una VPN molto semplice. Ci sono comunque app e programmi che permettono di creare un “tunnel” che protegga le nostre informazioni.»

Sono a rischio anche le password?

«Potenzialmente sì. Ricordiamo però che internet è più protetto rispetto a qualche anno fa. Quasi tutti i siti hanno l’https, quindi sono sicuri, oppure l’e-banking è protetto con crittografia. Sul nostro cellulare si può impostare l’uso del DNS sicuro, in modo da connettersi in sicurezza. Oppure, ancora, possiamo obbligare il nostro browser a connettersi solo a siti con https, basta controllare le impostazioni di sicurezza.»

Direttore, grazie delle informazioni e buone vacanze!

«Kiss Kiss a tutti!»

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