Data leak dagli Stati Uniti: fuga di notizie o controspionaggio?

Dei dati classificati in possesso dell'intelligence degli Stati Uniti sono stati diffusi in rete: ce ne parla Giampiero Gramaglia.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato della fuga di notizie negli Stati Uniti relative al conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche sugli alleati della NATO, che gli USA spierebbero. Per fare il punto, è intervenuto il giornalista Giampiero Gramaglia.

Buongiorno Giampiero, bentornato! È davvero una cosa che non sapevamo il fatto che il governo USA spia tutti indistintamente, nemici e alleati?

«Buongiorno a voi e a tutti gli ascoltatori! Guarda, siamo nella serie “nulla di nuovo sotto il sole”. Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi le lacrime di rabbia di Angela Merkel quando scoprì che il suo amico Barack Obama le spiava non solo il telefono di stato, ma anche quello personale con cui parlava con il marito. Se qualcuno ha creduto che, pentiti e commossi, di fronte all’arrabbiatura di Merkel, che gli Stati Uniti o qualsiasi altro servizio segreto non lo avrebbero più fatto, è un illuso. Continuano a farlo, lo fanno tutti con tutti, ci scandalizziamo ogni volta, fingono di pentirsi ma continueranno a farlo.»

Intanto queste notizie classificate sono venute fuori, che conseguenze avranno nei prossimi giorni? Che peso ha sulla guerra in atto?

«Il fatto che escano delle notizie destinate a rimanere riservate crea sempre un imbarazzo e una difficoltà. In più, ci sono due piccoli misteri. Non è chiaro chi le abbia pubblicate, perché hanno fatto percorsi tortuosi. Voi avete parlato all’inizio di notizie falsificate: sono notizie di intelligence, quindi potrebbero già partire falsificate.»

Quindi ci stai dicendo che potrebbe essere una storia di controspionaggio?

«Senz’altro c’è anche questo: notizie carpite a servizi segreti rivali e messe in giro modificate per sortire un doppio effetto inquinante. Quindi è difficilissimo anche per noi districarci. Per chi possiede gli originali o conosce i percorsi, magari è più facile. Ma li stanno usando per fare guerra di intelligence e controintelligence. Alcune informazioni e rivelazioni confermano percezioni che già avevamo. L’Ucraina è a corto di munizioni? Certo, è due mesi che diciamo che bisogna dargliene, vuol dire che è un’informazione già nota. La Russia non ha ancora lanciato l’offensiva di primavera? Certo che no, la abbiamo vista. Le realtà della guerra vengono confermate dalla crudità di questi documenti, ma pensare che cambino le sorti del conflitto mi sembra un po’ difficile.»

Grazie per averci consegnato questa nuova lettura, ci risentiremo a breve, grazie Giampiero!

«Grazie, Kiss Kiss a voi!»

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