Contraffazione e plagio dei nomi: Coldiretti chiede la tutela del Made in Italy

Il Responsabile Nazionale Ufficio Vitivinicolo della Coldiretti, Domenico Bosco, è intervenuto per parlare della tutela del Made in Italy.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss si è parlato della tutela dei prodotti Made in Italy e del caso del Prošek croato.

Per fare il punto della situazione è intervenuto Domenico Bosco, Responsabile Nazionale Ufficio Vitivinicolo della Coldiretti.

«Per quanto riguarda il Prošek, ci batteremo su tutti i fronti e combatteremo perché questo non accada. Si tratta di un corto circuito della Commissione Europea, che da una parte promette di tutelare le denominazioni di origine e poi commette questi scivoloni pericolosi che sono molto pericolosi anche per i rapporti internazionali. Così si parla di Italian Sounding (uso di parole e/o immagini, marchi evocativi dell’Italia per promuovere e commercializzare prodotti che in realtà non sono Made in Italy). Sul Prošek siamo abbastanza tranquilli, perché ci sono già dei precedenti, anche della Corte di Giustizia Europea che ha confermato il livello di tutela delle denominazioni di origine protetta. L’annuncio della Commissione che dava il via libera alla pubblicazione di questa proposta, di questa menzione tradizionale, doveva essere evitata, perché si crea un precedente pericoloso. Noi potremmo avere richieste di registrazioni in Unione Europea di menzioni tradizionali che abbiano alte assonanze con prodotti italiani o francesi che vengono presentati alla tutela da parte di paesi esteri; è chiaro che questo creerebbe un grossissimo imbarazzo. Tra l’altro non dobbiamo dimenticare i valori in gioco. Consideriamo che il Prošek croato è un prodotto particolare, dolce, di nicchia, con piccole produzioni, e non si può mettere in discussione il Prosecco che oggi è uno dei vini italiani di maggior successo a livello italiano, europeo ed internazionale. Il Prosecco in Italia oggi genera un fatturato di oltre 2 miliardi di euro all’anno, in particolare più della metà per le esportazioni. L’immagine italiana non può essere indebolita. Tutte le imitazioni non hanno nulla a che vedere con il Prosecco, che è una denominazione di origine controllata e garantita.»

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