Con il clima cambia anche la moda

I cambiamenti climatici incidono anche sull'economia, nel dettaglio sul comparto moda, che si sta evolvendo verso nuove esigenze.

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato dei cambiamenti nel settore moda con Benny Campobasso, presidente FISMO.

Buongiorno presidente! Questo clima come sta cambiando il comparto moda?

«Buongiorno a voi! La moda ha non poche responsabilità sul cambiamento climatico. Questo bisogna dirlo. Troppo spesso le coltivazioni di cotone e altri materiali hanno contribuito sicuramente a non far bene all'ambiente. Dal punto di vista della produzione, già quella delle materie prime ne ha risentito tantissimo. Le varie inondazioni che ci sono state in tante parti del mondo hanno compromesso i materiali con cui si fanno i vestiti. Tutto questo si sta riversando su tutta la filiera produttiva. Uno degli aspetti è che non bisogna più fare il cambio di armadio ormai.»

Stagione unica!

«Esatto! O comunque così variegata che bisogna avere sempre a disposizione capi estivi e invernali.»

Abbiamo visto fino a qualche settimana fa questi paradossi: eravamo al mare e nei negozi vedevamo capi pesanti, piumini, colbacchi, e noi eravamo a maniche corte. Anche sotto questo punto di vista bisogna rivedere saldi e offerte?

«Sicuramente. Mentre la filiera produttiva e l'economia si stanno lentamente adattando a questo, è la politica che non ci aiuta più di tanto. Le normative ancora ci impongono determinati periodi per i saldi. Questa è una delle nostre battaglie storiche, per adattarci vorremmo saldi posticipati. Anche quest'anno non ci è stato concesso, per cui ci troviamo ancora una volta nella necessità di svendere la merce invernale ancor prima di venderla.»

Quali sono i capi che rischiano di sparire dalla vendita?

«Sono certo che il cambiamento sia già in corso ed è soprattutto nei materiali. Materiali che siano più versatili, indossabili d'estate e d'inverno.»

E sostenibile.

«Certo. Se no ricadiamo nell'errore iniziale.»

Grazie presidente!

«Grazie a voi!»

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