Comunità energetiche: i vantaggi e quando arriveranno in Italia

Le comunità energetiche arriveranno in Italia: cosa sono? Che vantaggi hanno? Ce lo dice Mariateresa Imparato di Legambiente.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di ambiente e comunità energetiche. Per fare il punto, è intervenuta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

Buongiorno, benvenuta! Cosa sono le comunità energetiche e perché se ne parla tanto in questo periodo?

«Buongiorno a tutte e tutti. Le comunità energetiche sono dei soggetti giuridici di diritto privato no profit, che permettono a cittadini, imprese grandi e piccole e ad altri enti di autoprodurre energia, consumarla e condividerla. Tradotto: sono una grande rivoluzione del modello energetico, in cui si mette al centro le comunità, i territori e i cittadini. Una novità, perché in Italia prima si produceva energia col fotovoltaico mettendolo su un tetto del condominio, che era l’unico a poterla utilizzare per i bisogni comuni, come l’ascensore. Oggi, l’energia si può condividere con tutti i condomini, ma anche con un territorio più vasto, quindi la comunità. Non solo si combatte il protagonismo a livello energetico, ma si hanno sgravi in bolletta e si dà un segnale importante per combattere la povertà energetica.»

A oggi chi ha i pannelli solari ma non ha le batteria per immagazzinarla, la mette in rete. In questo modo, il gestore riconosce un minimo. Conviene più farsi pagare questa cifra o metterla a disposizione della comunità?

«Oggi c’è questo strumento che prima non c’era, quindi conviene condividere l’energia, proprio in virtù di questa condivisione si arriva a chiedere più incentivi. Quindi, produrre e consumare, condividendo energia allo stesso tempo, fa sì che adesso sia possibile avere questi sgravi. In questo momento è in atto una crisi sociale ed economica importante, il caro bollette mette in difficoltà tante famiglie. Le comunità energetiche possono essere un modello importantissimo da declinare nelle nostre città, sui tetti dei condomini, nelle scuole, negli ospedali, ma anche nelle aree industriali, perché anche le imprese stanno soffrendo la crisi.»

Attualmente si potrebbe istituire una comunità energetica con un insieme di condomini che raccolgono 50 o 60 famiglie? O ci sarebbero problemi di burocrazia o altri dettagli?

«Siamo in una fase di attesa, stiamo aspettando i decreti attuativi da parte della direttiva europea che ci permetteranno di facilitare la realizzazione delle comunità energetiche. La settimana scorsa abbiamo incontrato il Ministero dell’Ambiente per sollecitare i decreti. Abbiamo strappato la promessa di ricevere entro l’anno il pezzo mancante per realizzarle.»

Quindi ci siamo, i tempi sono maturi, grazie Presidente per le buone notizie.

«Grazie a voi!»

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