Comunità energetiche: come può cambiare il volto dell’energia in Italia

Le comunità energetiche e la loro crescente presenza sul territorio saranno il tema di "Economia per tutti", con Luca Iovine.
Le comunità energetiche stanno diventando sempre più popolari in Italia e potrebbero cambiare il volto dell’energia nel nostro Paese.

La Comunità energetica (o CER) è un sistema di produzione e distribuzione dell’energia elettrica basato sulla condivisione tra più utenti di uno stesso quartiere, che si impegnano a produrre energia da fonti rinnovabili e a condividerla tra loro. La comunità energetica può essere costituita da fonti diverse: ad esempio energia solare ed eolica.

Le CER offrono numerosi vantaggi sia per l’ambiente che per l’economia locale. In primo luogo, permettono di ridurre le emissioni di CO2 e di promuovere l’uso delle fonti rinnovabili. In secondo luogo, favoriscono lo sviluppo dell’economia locale, creando posti di lavoro e riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche fossili che ci fanno fortemente dipendere dall’estero.

La prima forma di comunità energetica in assoluto si può considerare la SEM – Società Elettrica in Morbegno, fondata in Valtellina nel 1897. Ancora oggi la società cooperativa produce energia elettrica attraverso otto impianti idroelettrici della potenza installata di 11 MW e rifornisce 13.000 utenti.

In Italia, le comunità energetiche, nella declinazione moderna, sono state introdotte nel 2019 con la legge n. 77/2019, che ha stabilito le regole per la creazione e la gestione delle comunità energetiche da parte dei cittadini e delle imprese.

Nel nostro Paese ci sono già diversi esempi di comunità energetiche che stanno ottenendo ottimi risultati. Uno di questi è la comunità energetica di San Giovanni a Teduccio, a Napoli, la prima comunità di energia equa per dare elettricità pulita e gratuita alle famiglie, un progetto pilota citato dal New York Times tra le ragioni per cui visitare Napoli. Questa comunità energetica e solidale si è formata grazie all’opera di Legambiente e di due Fondazioni oltre che con l’impegno dei cittadini.

Un altro esempio è la comunità energetica di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna ma ce ne sono diverse (meno di 100) in tutto lo Stivale. Per incentivare la creazione delle comunità energetiche in Italia sono stati previsti degli incentivi a fondo perduto. In particolare, il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 30 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per finanziare progetti di comunità energetiche ed aiutarle a diventare più autosufficienti e sostenibili dal punto di vista economico.

Gli incentivi a fondo perduto per le comunità energetiche sono stati introdotti dal Decreto Rilancio del 2020 e sono stati prorogati fino al 2023. Questi incentivi prevedono un contributo economico per la realizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. Il contributo può essere richiesto da cooperative, associazioni e altri soggetti che rappresentano le comunità locali. Ma importanti novità stanno per entrare in vigore e daranno un forte impulso alle comunità energetiche italiane.

Se vuoi saperne di più, Luca Iovine e Raoul hanno parlato di questi temi sabato mattina alle 8.25 nella rubrica “Economia per tutti”.

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