Compresse di iodio contro le radiazioni: parla l’esperta

Con il rischio nucleare si parla tanto delle compresse di iodio contro le radiazioni. La Dott.ssa Roberta Villa fa un po' di chiarezza.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato del rischio nucleare e delle compresse di iodio contro le radiazioni.

Per approfondire l’argomento e per fare chiarezza è intervenuta la Dott.ssa Roberta Villa, giornalista scientifica:

È davvero utile tenere in casa le compresse di iodio?
«Confesso che all’inizio l’ho pensato anche io, poi mi sono informata e ho verificato che non ha senso acquistarle. Prima di tutto le compresse di iodio non sono in commercio e le farmacie dovrebbero produrle. La cosa migliore da fare è prima di tutto sperare che non servano, ma, nel caso dovesse accadere un incidente di tipo nucleare, che potrebbe rendere utile l’utilizzo di queste compresse per ridurre il danno sulla tiroide, ci sarebbe comunque tutto il tempo di procurarsele, perché la Protezione Civile avrebbe già accumulato le scorte da distribuire alle popolazioni nelle zone in cui dovesse arrivare la nube radioattiva.»

Quindi è inutile iniziare a prendere queste compresse di iodio, giusto?
«Non è solo inutile, ma proprio pericoloso! Non vanno assolutamente prese. L’idea era solo quella di tenerle in casa, ma anche questo non ha molto senso. È meglio che vengano distribuite nei tempi e nei dosaggi giusti dalle Autorità, quando ce ne fosse bisogno. C’è un piano di emergenza coordinato dalla Protezione Civile e dal Ministero degli Interni che eventualmente fornirebbe alla popolazione queste sostanze. Non c’è emergenza.»

In ogni caso serve la ricetta medica per avere le compresse di iodio?
«Sì, assolutamente. Anche perché appunto possono essere dannose.»

È vero che basta assumere un po’ di sale iodato per evitare queste compresse?
«No, assolutamente. In termini di dosaggio, parliamo di due cose completamente diverse. Il sale iodato può essere consigliato nella vita quotidiana, ma non ha nulla a che vedere con i dosaggi che servirebbero in questi casi. Inoltre, ricordo che, in caso di incidente nucleare, non ci sarebbe solo lo iodio radioattivo, ma anche altre particelle. Quindi non pensiamo che una singola pasticca possa risolvere tutti i problemi. Al contrario, però, ci sono altre misure che potremmo prendere: chiudersi in casa con le finestre chiuse ridurrebbe moltissimo l’esposizione e comunque lo iodio ha un tempo di dimezzamento abbastanza breve. Tra l’altro sono previsti già altri provvedimenti per ridurre l’impatto di questa contaminazione nella catena alimentare.»

Chi ha problemi con la tiroide, che qualche medico riconduce a Chernobyl, dovrebbe prendere lo iodio?
«Chi ha dei problemi di iodio deve assolutamente seguire le indicazioni del proprio medico. La differenza della situazione attuale rispetto a quella di Chernobyl è che oggi noi abbiamo una sorveglianza molto attenta e presente. Per cui, come abbiamo visto nei giorni scorsi, già solo la minaccia di un problema aveva fatto attivare tutti i sistemi di sicurezza. Quindi comunque siamo più pronti. E le probabilità che accada qualcosa sono sì aumentate dalla guerra, ma inferiori rispetto ai sistemi di sicurezza che sono in atto.»

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