Cognome dei genitori: cosa succede dopo la decisione della Corte costituzionale

Cosa succederà con la questione del cognome per le prossime generazioni? Ne parliamo con l'Avvocato Annamaria Bernardini De Pace.
Assegno unico familiare

Dare il cognome del padre al figlio non è più una cosa automatica. Così ha stabilito una sentenza della Corte costituzionale. Ma cosa succederà per le prossime generazioni?

Per fare un po’ di chiarezza ne parliamo con l’Avvocato Annamaria Bernardini De Pace:

«Come prima cosa, dovete sapere che il mio doppio cognome è stato voluto da mio padre, che è sempre stato un grande femminista. Nel 1960 mio padre volle aggiungere al cognome di suo padre anche quello di sua madre, perciò oggi io porto il cognome Bernardini De Pace. Inoltre, già io nel mio lavoro sono fissata con la questione dei cognomi e ne ho fatti aggiungere tanti: a chi voleva anche il cognome della madre, a chi voleva aggiungere quello di una famiglia che si stava estinguendo. Ho sempre ottenuto la possibilità di farlo, perché non esiste una norma che lo vieti. Inoltre, ho sempre ritenuto che avere solo il cognome del padre fosse assurdo, proprio perché, come si dice, “Mater semper certa, pater numquam”. Cioè la madre si sa per certo, il padre non tanto.»

Come funzionerà per le prossime generazioni?
«Intanto, sarà un’altra occasione per litigare. E poi, qualunque cosa si decisa, i ragazzi a 18 anni potranno decidere cosa fare. Comunque, sono sicura che si farà come negli altri Paesi, cioè o si troverà un accorso, o si sceglierà per ordine alfabetico. Non credo, però, che la legge possa essere retroattiva. Chi vorrà adeguarsi, potrà chiederlo come è stato fatto fino ad oggi. »

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