Che cosa fa un movement director?

A tu per tu con Paolo Vecchione, un artista che nella vita fa un lavoro molto particolare: il movement director.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato con Paolo Vecchione, movement director.

Buongiorno Paolo! Che lavoro fai?

«Buongiorno! Sono un movement director.»

Spiegaci: cosa fa un movement director?

«Per farla semplice: sono un coreografo dei set fotografici. Quindi, in quelle grandi campagne di moda, in quelle grandi produzioni cinematografiche, c’è anche una figura come la mia, che si occupa del linguaggio fisico e a volte anche verbale. Potrebbe risultare una cosa comune, ma in realtà non lo è, perché, per esempio, se devo fare una campagna dove si vende un rossetto, quella modella si metterà il rossetto in un certo modo per renderlo più appetibile nel mercato occidentale, mentre per il mercato arabo e orientale dovrà assumere atteggiamenti diversi.»

Quindi non c’è più il fotografo che dà indicazioni su come mettersi?

«No, quello c’è sempre e lasciamolo, ché è importantissimo!»

Però lui fa le foto, tu metti in posa i modelli e le modelle, no?

«Guarda, io delle volte sposto semplicemente i gomiti e i talloni sui set. Però a volte, in realtà, è molto più difficile per un fotografo trasmettere la sua visione alla modella, quando c’è una persona come me sul set che ha una conoscenza specifica è più semplice.»

Quanto guadagna un movement director? In generale, non tu.

«Quando si lavora su grandi campagne con modelli e modelle, si riesce a guadagnare molto bene, e ovviamente veniamo pagati giornalmente o a ore.»

Insomma, mangi al fast food o al ristorante?

«Io mi cucino le cose a casa.»

C’è una scuola o te lo sei inventato da autodidatta?

«Chiaramente non me lo sono inventato. Diciamo che ho fatto un percorso molto canonico, ho fatto il danzatore per molti anni, mi sono diplomato in accademia. Poi ho fatto il coreografo. Ma in realtà, questa figura che è molto presente all’estero, ho avuto la fortuna di farla arrivare moltissimo anche qui durante la pandemia, perché avevano meno opportunità di far arrivare risorse dall’estero. Quindi si sono concentrati di più su questa mia figura, che era più o meno l’unica in Italia, e da lì è partito tutto.»

Paolo Vecchione, il miglior movement director in Italia! Kiss Kiss a te!

«Grazie ragazzi!»

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