Blackout in tutta Italia: come è calcolato l’indennizzo? Quando e come lo si ottiene?

Il caldo ha provocato una serie di blackout nel nostro territorio. Arriveranno degli indennizzi, ecco tutte le informazioni.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato dei blackout che hanno colpito il territorio italiano con Gianluca Di Ascenzo, presidente Codacons.

Buongiorno e bentornato Presidente! Quello per i blackout è un risarcimento o un rimborso? Ancora non è chiaro.

«Buongiorno e grazie per l’invito! Allora, l’autorità lo chiama indennizzo, perché poi, insomma, risarcimento ne dobbiamo parlare. Quando vi è un’interruzione prolungata, come previsto dalla delibera 646 del 2015, si prevede che, a seconda della dimensione del comune, venga riconosciuto l’indennizzo dopo una durata massima per la quale è riconosciuto automaticamente l’indennizzo. Quindi, si va da meno di 5.000 abitanti, da 5.000 a 50.000 e oltre i 50.000. 16 ore, 12 ore e 8 ore.»

Ha parlato di automatismo. Quindi non c’è bisogno di fare richiesta per l’indennizzo?

«Esatto. Però è importante essere in regola col pagamento delle bollette. Questo automatismo arriva fino a un massimo di 300 euro per un blackout di 72 ore.»

Questo vale sia per i privati che per le aziende? Un supermercato che rimane senza elettricità per 12 ore senza un altro generatore non avrà gli stessi danni di uno che ha il minifrigo in casa.

«Certo, infatti. Quello che vi ho detto adesso riguarda le utenze domestiche fino a sei kilowatt. Mentre, se parliamo di potenza superiore, fino a 100 kilowatt, si cambia. Questo massimo di 300 euro può arrivare a 1.000 euro. Al di sopra dei 100 kilowatt le cifre cambiano. Questo riguarda solo l’indennizzo, chiaramente per i danni ulteriori bisogna chiedere.»

Ad esempio, un’ascoltatrice dice di avere dei farmaci che non possono stare più di due ore fuori dal frigo. Sono costosissimi, quindi giustamente anche anche lì possa scattare l’indennizzo. In quel caso lì?

«Per quello si parla di indennizzo automatico, che riguarda le fattispecie più semplici e l’autorità ha previsto apposta questo automatismo, perché il distributore verifica quanto è durata la mancanza di corrente. Quindi, entro 60 giorni la riconosce in bolletta. È chiaro che ci sono le questioni particolari, come questa dei farmaci o le attività commerciali, bar, ristoranti e supermercati che hanno dovuto buttare i surgelati e che hanno avuto danni ulteriori. In quel caso, bisogna dimostrare i danni attraverso le fatture e gli acquisti.»

In caso di mancato accredito come deve comportarsi il consumatore? C’è il vostro centralino, no?

«Esatto, ricordo il nostro sito: www.codacons.it e noi vi possiamo dare una mano.»

Grazie Presidente!

«Grazie a voi e Kiss Kiss a tutti!»

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