Bed&Boat, alberghi nautici diffusi

I Bed&Boat, alberghi nautici diffusi, sono una soluzione nuova e alternativa di vacanza, con grandi possibilità di sviluppo economico.
I Bed&Boat: in barca come in hotel, una nuova prospettiva di vacanza

L’Italia è un immenso molo in mezzo al mar Mediterraneo ma non sempre riesce a valorizzare questa enorme, ed unica, caratteristica distintiva. Per la verità il nostro Paese spesso se ne cura molto poco di questo suo vastissimo patrimonio naturale come dimostra anche lo stato delle spiagge, simbolo delle vacanze estive ma spesso anche esempio di degrado ambientale. E per fortuna si moltiplicano le iniziative del terzo settore (associazioni ed enti locali) per tenere puliti gli arenili. Augurandoci di riuscire a godere di coste meno vittime del “malcostume” di certi bagnanti, c’è una nuova possibilità di vivere il mare ed è quella degli alberghi nautici diffusi: i Bed&Boat.

Si tratta di un modo nuovo di fare la vacanza, almeno per l’Italia, una modalità che in altri Paesi è già iniziata con risultati interessanti. Il format vede trasformare le barche in camere d’albergo: ogni barca nel porto diventa una unità ricettiva ed ovviamente ci sono stanze per tutte le tasche, dalle soluzioni più economiche alle suite extralusso. L’Albergo Nautico Diffuso appunto, dove i proprietari dei natanti sono diversi, multipli, diffusi. Una vacanza sicuramente sostenibile, esperienziale, a contatto con il mare.

Sostenibile perché viene data nuova vita, un nuovo uso a barche che spesso rimangono ormeggiate nei porti senza che nessuno le utilizzi. Una barca come se fosse la camera di un hotel, con tutti i servizi accessori a quelli di bordo messi a disposizione dal porto: e si pernotta ormeggiati in banchina! Infatti, non bisogna confondere l’albergo nautico diffuso con un charter nel quale si noleggia l’imbarcazione con l’equipaggio.

In questa formula la “struttura alberghiera” che ospita il turista, rimane a terra e non ha personale a bordo per la navigazione. Ovviamente si dà anche la possibilità ai turisti di uscire in mare, seppure a breve raggio, nei dintorni, come se fosse una gita extra, limitata al tratto costiero di prossimità del porto turistico di riferimento.

Si tratta di soluzioni nuove per l’Italia mentre, ad esempio, in Grecia e Turchia costituiscono realtà consolidate. Addirittura, in Croazia esistono già 6.000 imbarcazioni destinate agli alberghi nautici diffusi con circa 50 mila turisti che ogni settimana ne usufruiscono nella stagione estiva e primaverile, come rileva Assonautica.

Un settore che ha grandi potenzialità economiche di sviluppo ma bisogna connettere l’ospitalità sulle barche ai servizi dei porti: più migliorano i servizi a terra più aumentano i turisti che possono sposare questa formula e vivere pienamente il mare.

E ci guadagnano tutti perché il Bed&Boat è un modo diverso di mettere a reddito le barche, oltre che di far funzionare i porti, i quali diventano strutture ricettive di terra. La Sardegna si è mossa e fa da apripista ma anche altre regioni si stanno attivando, come per esempio la Puglia, per strutturare questa forma originale di turismo.

Di economia del mare e di questa particolare declinazione, ne abbiamo parlato sabato con Luca Iovine nella rubrica “Economia per tutti” di nuovo insieme a Raoul.

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