Autonomia differenziata delle regioni: cosa cambierebbe in Italia?

È in via di approvazione il decreto Calderoli, che riguarda l'autonomia differenziata delle regioni: che succede?

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di autonomia differenziata delle regioni con il giornalista Giampiero Gramaglia.

Buongiorno Giampiero, bentornato! Partiamo da una domanda semplice semplice: cos’è l’autonomia differenziata?

«Buongiorno Max e Max e Kiss Kiss a tutti! La domanda è semplice ma la risposta meno, quindi sarà un po' semplificante, è materia complessa. Vuol dire che aumentano le possibilità delle singole regioni di decidere come gestire i propri redditi fiscali e di come organizzare le proprie attività. Le regioni più ricche, laddove il reddito dei cittadini è più alto in percentuale, avranno meno divisione delle proprie risorse con le regioni meno ricche, e che tutte le regioni potranno decidere se sviluppare alcune politiche in proprio, con il risultato, che per certi versi può anche essere positivo, di avere un'area del Nord ancora più vicina, per reddito pro capite, per capacità imprenditoriale e per attività, all'Europa più forte, quella della Baviera tedesca, all'Europa delle regioni più ricche francesi. E di avere, però, le regioni del Sud, che da noi hanno più difficoltà nello sviluppo e nel reddito pro capite, che dovranno trovare in se stesse maggiori capacità di sviluppo e maggiori efficienze nella spesa.»

Quindi ci confermi che questo rischio di aumentare ulteriormente il divario tra Nord e Sud è concreto?

«A mio avviso sì, è un rischio che questo provvedimento comporta. E c'è anche un altro rischio economico che vedo, cioè di una minore coesione del paese. Il che un po' contrasta con alcuni punti forti dell'attuale coalizione al governo, cioè un forte appello alla sovranità e all'unità nazionale. Questo un po' lo incrina, nel richiamo di quelle che erano una volta, e che ora sembrano tornare, le pulsioni nordiste della Lega, che è una delle componenti di questa maggioranza. Dopodiché, uno può anche pensare che da una parte faccio questo e dall'altra rafforzo il potere del capo, del Premier, con la riforma costituzionale. Quindi, quell'elemento di coesione che perso col provvedimento sulle regioni lo recupero con il provvedimento sul capo. Insomma, un'Italia che somiglierebbe di più agli Stati Uniti, dove hai un potere federale forte rappresentato dal presidente, e hai molte autonomie di comportamenti negli stati, che hanno regole diverse anche per l'istruzione e per la sanità e per il lavoro.»

Specifichiamo che l'autonomia differenziata è prevista dalle regioni, non si sta facendo altro che seguire un binario già tracciato. Poi, quelli che sono pro, dicono che la Germania e gli Stati Uniti l'hanno già fatto e non c'è stata nessuna divisione, anzi, c'è ancora più coesione. C'è anche quest'altra parte della bilancia, no?

«Non c'è dubbio che possa esserci questa prospettiva, perché regioni che devono confrontarsi con la necessità di aiutarsi e non di essere aiutate, possono trovare risorse e capacità innovative che magari allo stato sono dormienti. Però, quando facciamo l'esempio della Germania, ricordiamoci che quando la Germania ha dovuto inglobare la Germania dell'est, ha avuto politiche di assistenza e di aiuto fortissime, a partire dal fatto di far valere un marco anche il marco dell'est, che in realtà valeva un quinto. Quindi, ci fu un grande sforzo di solidarietà locale che non vorrei si perdesse con questo provvedimento.»

Ci sentiremo prossimamente! Grazie Giampiero!

«Grazie a voi e Kiss Kiss a tutti!»

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