Attacco della Russia all’Ucraina, Formigli: «C’è da temere»

Il giornalista Corrado Formigli è intervenuto per fare il punto della situazione dopo l'attacco della Russia all'Ucraina.

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo parlato dell’attacco della Russia all’Ucraina.

Per fare il punto della situazione è intervenuto il giornalista Corrado Formigli, di Piazzapulita:

«Sta succedendo un’escalation che non pensavamo in questi tempi e in questi termini. Stiamo assistendo a un’invasione del Donbas, su fronti dove ci sono importanti acciaierie che sicuramente Putin vuole assicurarsi. Di fronte a questa determinazione della Russia c’è da temere. C’è da domandarsi se la Russia abbia la forza e il tempo e le risorse per fare una guerra di terra in un paese che è il doppio dell’Italia.»

«Il dato di fatto è che già oggi ci troviamo con una potenza non democratica, una potenza nucleare che ha sferrato un attacco ad un paese dell’Europa, un paese che ha chiesto di entrare nella Nato e nell’UE. Al di là delle bollette, è un conflitto tra sistema autocratico autoritario e un sistema democratico. È impensabile che ci fosse una risposta armata dell’Europa e degli Stati Uniti. Ci troveremmo ad una corsa ad armare l’Ucraina, perché possa resistere a questo attacco. E a un sistema di sanzioni crescenti che mini il sistema oligarchico russo di Putin. E molto di questo sistema risiede a Londra. Bisogna far leva su questo. Un uomo che non ha esitato a sottomettere la comunicazione.»

«Un partito come la Lega che aveva avuto un atteggiamento ambiguo con Putin, ma oggi ha preso con chiarezza le distanze da questa aggressione. Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte in questo momento. Il tema è molto semplice, la Russia è una società poco avanzata dal punto di vista del benessere e delle strutture, ma ha concentrato tutta la sua forza sugli armamenti. Su quel fronte è un paese estremamente pericoloso. Con “un uomo solo al comando”, poi, è una pericolosissima miscela.»

«La grande questione è una: morire per Kiev? Oggi quanto siamo disposti a batterci per difendere le democrazie? Oggi siamo concentrati su quanto ci costerà la bolletta del gas, ma in ballo c’è qualcosa di diverso e più importante. Dobbiamo difendere la democrazia, che abbiamo conquistato in decenni e decenni; è il bene più importante che non dobbiamo mai dare per scontato.»

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