Albero di Natale naturale o artificiale? L’analisi del caso di Bolzano

A Bolzano un abete secolare è stato abbattuto per essere donato alla città di Vienna. Dopo Natale, l'albero verrà bruciato.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato dell’uso degli alberi per Natale con Antonio Nicoletti di Legambiente.

Buongiorno Antonio, bentornato! È scoppiata una polemica infuocata sull’albero abbattuto a Bolzano, l’opinione pubblica si divide perché l’albero vero è un torto alla natura, l’albero finto comunque è fatto di plastica, cosa fare?

«Buongiorno a voi. È il dilemma che ci ritroviamo ogni Natale. Ma sgomberiamo il campo da due questioni. Primo: non c’entra nulla il Natale; secondo: non c’entra nulla la buona gestione forestale che si può fare in Alto Adige. »

Che è successo?

«C’è di mezzo una scelta politica ruvida e sguaiata che non tiene conto delle sensibilità. Ad esempio, anziché prendere un abete alto 25-30 metri, si può decidere di prenderlo più piccolo, magari non perfettissimo e si rispetta la tradizione. Altra questione: perché bruciare un albero dopo l’utilizzo?»

Ce lo siamo chiesti anche noi!

«Ma si può fare di più. Nel senso che il legno continua ad assorbire Co2 anche dopo che è stato tagliato. I mobili, il legno massello, i tavoli, persino le matite, hanno questa funzione. Il legno sprigiona Co2 quando viene bruciato. L’ultima cosa che si dovrebbe fare con questo maestoso abete è proprio quello. Dopo aver allietato la città di Vienna, e se ai cittadini di Vienna si spiega che se fosse stato scelto un albero più piccolo sarebbero stati comprensivi. Sono scelte politiche. La provincia di Bolzano, in particolare, è insensibile a qualsiasi gesto per la natura. Vale per gli alberi, per la fauna selvatica. L’atteggiamento che hanno verso l’abbattimento dei lupi. Hanno forse tre o quattro lupi in provincia di Bolzano che faranno danni per qualche decina di migliaia di euro. Il loro problema è abbatterli, perché in questo modo si tolgono il fastidio di un predatore che fa il suo mestiere.»

Un predatore a rischio d’estinzione!

«Certo. Ma quanti danni potrà fare?»

Stando sul Natale, la domanda istintiva è: fai l’albero vero o l’albero finto a casa?

«Io faccio quello finto perché è da vent’anni che abbiamo lo stesso. Però su questo è tutto opinabile, nel senso che ci può essere l’utilizzo di residui di alberi utilizzati, tipo le punte alte, che può essere rifatto. Riutilizzare il più possibile è la cosa importante. Poi l’albero in plastica ha il prodotto che per essere prodotto ha avuto utilizzo di Co2. Se lo tieni un lungo periodo, è sempre preferibile la naturalità, anche perché l’albero ti dà un aroma impareggiabile. L’importante è saperlo utilizzare fino in fondo.»

Ci dicono che gli abeti in vendita sono messi lì solo per la vendita, non vengono tolti dai boschi.

«Quelli sono tutti alberi da vivaio. L’utilizzo finale che viene fatto non è bruciarlo. Ci sono tutte le condizioni per recuperarlo e rigenerarlo facendo, ad esempio, pannelli per i mobili.»

Quindi non si fa del male al bosco comprando degli abeti dei vivai?

«Se si fa attraverso filiere certificate, stabilendo che provengono da habitat appositi, diciamo che c’è un bilancio che non è negativo. Certo, quell’albero potrebbe vivere diversamente. Invece, nel caso di Bolzano si sta facendo una scelta stupida, ripeto, poteva essere un albero più piccolo. Ricordate lo “spelacchio” di Roma?»

Certo! Grazie mille Antonio!

«Grazie a voi!»

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